Piante con arachidi estirpate

Orto

Coltivazione arachidi

La coltivazione arachidi è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, ha necessità di alte temperature e di inverni miti.

di Redazione

06 marzo 2017

Come avviare la coltivazione arachidi

La coltivazione arachidi inizia con la semina del seme non tostato. Il periodo più adatto è la fine della primavera, verso gli inizi di maggio. Il terreno deve essere ben arieggiato prima di eseguire l'operazione. I semi vanno infilati ad una profondità di circa 4 centimetri e ad una distanza di circa 20-30 cm l'uno dall'altro. La buca deve essere rimboccata di terriccio prima di procedere con l'irrigazione. La pianta si sviluppa rapidamente e dopo circa 2 mesi dalla semina si avranno le prime infiorescenze, dopo altre due settimane si avranno i primi baccelli che diventeranno maturi dopo altri 30 giorni. Gli arachidi maturano quando il guscio assume il colore beige. Il seme al loro interno risulta duro, ricoperto da una pellicina rossa, al gusto si avvertono le sostanze oleose e i grassi vegetali di cui è particolarmente ricco.

Le cure necessarie

Nella coltivazione delle arachidi è necessario considerare diversi fattori, innanzitutto le concimazioni non devono essere fatte quando la pianta è in piena vita vegetativa. La quantità di azoto ad essa necessaria, la assorbe dall'aria e una eccessiva concentrazione di fertilizzante potrebbe creare problemi di salute alla pianta. La fertilizzazione deve essere fatta solo nella fase precedente alla semina. Le irrigazioni invece devono essere regolari e molto frequenti, poiché la pianta ha bisogno di un continuo substrato umido e ricco di acqua. È necessario evitare ristagni idrici che come in tutte le piante possono creare problemi alle radici, i marciumi le potrebbero rovinare irrimediabilmente. L'esposizione al sole è l'altro fattore importante da non sottovalutare, sono piante che crescono in posti molto caldi a contatto diretto del sole.

Parassiti da evitare

La coltivazione arachidi deve tener conto delle possibili malattie che possono colpire la pianta. Infatti sono possibili sia malattie fungine che parassitarie. In tutti i casi la pianta si ammala e soccombe, È possibile che non fiorisca e non produca frutti. Gli arachidi possono soffrire di mal bianco, afidi e ragnetto rosso. I frutti si ricoprono di una polvere bianco o nera che ne compromettono l'aspetto ma anche il gusto. I frutti così non potrebbero essere destinati al consumo. Per combattere queste malattie è possibile usare una soluzione di acqua e cenere da disciogliere nell'acqua dell'irrigazione. È possibile anche utilizzare delle nebulizzazioni di acqua e peperoncino. Le sostanze presenti in questa soluzione sono estremamente irritanti per i parassiti. Le applicazioni essendo naturali non sono risolutive ed è necessario ripeterle più volte.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per seminare le arachidi?
    La semina delle arachidi va effettuata nel periodo compreso tra la fine della primavera e l'inizio di maggio, quando le temperature si stabilizzano. È fondamentale preparare il terreno assicurandosi che sia ben arieggiato, poiché le radici necessitano di ossigenazione. I semi, che devono essere crudi e non tostati, vanno interrati a una profondità di circa 4 centimetri, mantenendo una distanza di 20-30 centimetri tra ogni pianta. Dopo aver ricoperto i semi con terriccio, si procede con l'irrigazione iniziale. Questa tempistica garantisce che la pianta abbia il calore sufficiente per uno sviluppo rapido e sano.
  • Come bisogna concimare le arachidi durante la coltivazione?
    Le arachidi hanno esigenze nutrizionali particolari: non richiedono concimazioni azotate durante la fase vegetativa attiva perché sono piante leguminose capaci di fissare l'azoto direttamente dall'atmosfera. Un apporto eccessivo di fertilizzanti in questa fase può addirittura danneggiare la salute della pianta. La concimazione deve avvenire esclusivamente prima della semina, preparando il terreno con nutrienti equilibrati. Concentrarsi sulla preparazione pre-semina evita squilibri nel suolo e permette alla pianta di sviluppare autonomamente la struttura necessaria per assorbire quanto le serve dall'aria circostante.
  • Quanta acqua servono le arachidi e come gestire l'irrigazione?
    L'irrigazione delle arachidi deve essere regolare e molto frequente, poiché la pianta necessita di un substrato costantemente umido per svilupparsi correttamente. Tuttavia, è cruciale evitare assolutamente i ristagni idrici, che sono letali per le radici e possono causare marciumi irreparabili. L'obiettivo è mantenere l'umidità senza saturare il terreno. Una buona drenaggio è essenziale tanto quanto la frequenza delle annaffiature. Controllare regolarmente lo stato di umorità del suolo aiuta a prevenire problemi radicali, garantendo che la pianta riceva acqua sufficiente senza soffocare le proprie radici.
  • Quali sono i principali parassiti e malattie delle arachidi?
    Le arachidi possono essere colpite da malattie fungine e attacchi parassitari specifici. Tra i nemici principali vi sono il mal bianco, gli afidi e il ragnetto rosso. Questi agenti compromettono sia l'aspetto estetico dei frutti, coprendoli di polveri bianche o nere, sia il loro sapore, rendendoli inadatti al consumo. Se non trattati, questi problemi possono portare la pianta a non fiorire o a morire. È quindi importante monitorare costantemente la coltura per intervenire tempestivamente con rimedi naturali o specifici, proteggendo l'integrità del raccolto fin dalle prime fasi di crescita.
  • Come si riconosce quando le arachidi sono mature?
    Il ciclo di produzione delle arachidi è piuttosto veloce: dopo circa due mesi dalla semina compaiono le prime infiorescenze, seguite dai primi baccelli dopo altre due settimane. La maturazione completa avviene circa 30 giorni dopo la formazione dei baccelli. Si riconosce la maturità dal colore del guscio, che diventa beige, e dalla consistenza del seme all'interno, che risulterà duro e ricoperto da una pellicina rossa. Al gusto, il seme maturo rivelerà chiaramente le sue caratteristiche oleose e ricche di grassi vegetali, segno che è pronto per la raccolta.

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