Esempi mattoni refrattari

Tipi di mattonelle

Mattoni refrattari per forni

I mattoni refrattari per forni sono dei prodotti utilizzati per l'edilizia. In particolare sono usati per la costruzione di forni e camini.

di Redazione

17 gennaio 2017

I mattoni refrattari

Grazie alla loro capacità di sopportare grandi temperature, fino a 500°C di norma, i mattoni refrattari sono utilizzati generalmente per la costruzione di forni e camini. I mattoni refrattari sono realizzati da una iniziale argilla refrattaria, composta da percentuali di ossido di alluminio e ossido di silicio. Una volta formato, l'impasto viene fatto asciugare formando così dei rudimentali mattoni. I mattoni vengono poi fatti cuocere, così da aumentarne la resistenza meccanica. Inoltre variando le percentuali dei composti chimici dell'impasto si possono ottenere delle specie diverse di mattoni, come ad esempio mattoni resistenti agli shock termici (cioè variazioni rapidissime delle temperature).

Mattoni e fai da te

Per ottenere una buona posa in opera dei mattoni refrattari per forni è necessario avere a disposizione la malta giusta. Per questo genere di mattoni infatti, è indispensabile usare malte delicate e premiscelate dette appunto, refrattarie. Le malte refrattarie sono pronte all'uso, in quanto hanno bisogno solo dell'aggiunta di acqua. Inoltre, i mattoni refrattari per forni devono essere bagnati per il giusto tempo. Se si utilizzano mattoni non bagnati e quindi asciutti, questi sottraggono acqua alla malta, creando delle particolari tensioni che potrebbero distruggere l'intera struttura. Infine, i mattoni refrattari per forni sono abbastanza economici. Il loro prezzo standard è di circa 1€.

Domande frequenti

  • Qual è la temperatura massima sopportabile dai mattoni refrattari?
    I mattoni refrattari sono progettati specificamente per resistere a elevate temperature, solitamente fino a 500°C. Questa caratteristica li rende ideali per rivestire forni da pizza, camini e stufe. È importante notare che esistono varianti speciali, ottenute modificando la composizione chimica dell'argilla refrattaria (ossido di alluminio e silicio), in grado di resistere anche a shock termici improvvisi senza creparsi. Prima dell'acquisto, verifica sempre le schede tecniche del produttore per confermare la resistenza specifica al calore del modello scelto, specialmente se intendi utilizzare il forno a temperature molto elevate.
  • Come si posano correttamente i mattoni refrattari per evitare danni strutturali?
    La posa richiede accortezze specifiche per garantire la stabilità della struttura. Innanzitutto, è obbligatorio utilizzare malte refrattarie premiscelate, aggiungendo solo acqua secondo le istruzioni. Un passaggio cruciale è bagnare abbondantemente i mattoni prima della posa: se inseriti asciutti, assorbirebbero l'acqua dalla malta fresca, causando tensioni interne che potrebbero portare al cedimento o alla rottura dell'intera parete. Assicurati che i mattoni siano ben idratati ma non gocciolanti quando li applichi con la malta appropriata.
  • Quanto costano i mattoni refrattari e conviene farli da soli?
    Il costo medio di un mattone refrattario è piuttosto contenuto, attestandosi intorno a 1 euro al pezzo, rendendoli una soluzione economica per rivestimenti. Sebbene sia tecnicamente possibile produrre rudimentali mattoni partendo da argilla refrattaria, asciugandoli e cuocendoli per aumentarne la resistenza meccanica, il risultato finale raramente eguaglia la qualità e la durata dei prodotti industriali. Considerando il basso prezzo commerciale e la complessità di una cottura corretta in casa, acquistare mattoni già pronti è quasi sempre la scelta più vantaggiosa e sicura.
  • Che differenza c'è tra i diversi tipi di mattoni refrattari?
    La principale differenza risiede nella composizione chimica dell'impasto base, che varia in percentuale di ossido di alluminio e ossido di silicio. Queste variazioni determinano proprietà specifiche: alcuni mattoni sono ottimizzati per la semplice resistenza al calore, mentre altri sono formulati per resistere agli shock termici, ovvero alle rapide variazioni di temperatura tipiche dell'accensione e dello spegnimento dei forni. Scegliere il tipo giusto dipende dall'uso previsto; per forni soggetti a cicli termici intensi, privilegia quelli indicati come resistenti agli shock termici per prevenire crepe premature.