Sicurezza cantiere edile

Dispositivi di sicurezza

Sicurezza in cantiere edile

La sicurezza in cantiere edile riguarda un ampio numero di persone addetto alla tutela dei lavoratori del settore che prevede alto tasso di infortuni.

di Redazione

10 marzo 2017

Sicurezza in cantiere edile

La sicurezza in cantiere edile parte da una corretta progettazione dell'area predisposta alla costruzione, in quanto come luogo di lavoro è caratterizzato da un alto tasso di incidenti. La valutazione dei rischi nel settore delle costruzioni permette di redigere opportuni piani sulla sicurezza, che vedono come protagonisti non solo il committente, ma anche i responsabili del procedimento e dei lavori, il coordinatore della sicurezza del progetto esecutivo, i direttori tecnici, di cantiere e dei lavori, nonché l'appaltatore, il subappaltatore, il datore di lavoro ed il singolo lavoratore. I principali piani attuati sulla sicurezza sono il PSC: Piano di sicurezza e coordinamento; il POS: Piano Operativo di sicurezza; il PSS: Piano Sostitutivo di sicurezza; il FO: fascicolo dell'opera e la verbalizzazione di verifiche; riunioni ed informazioni ottenute.

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento: PSC

Il PSC consiste in una vera e propria guida sulla sicurezza in cantiere edile, indifferentemente che sia fisso o mobile. Contiene informazioni dettagliate e specifiche riguardanti l'opera, con la relativa descrizione, l'individuazione dei responsabili della sicurezza con la definizione dei rispettivi compiti, la valutazione dei rischi relativi all'area di lavoro nella sua organizzazione ed esecuzione, le misure di prevenzione, l'antincendio ed il piano di evacuazione, la stima dei costi ed il cronoprogramma dei lavori. Quest'ultimo consiste nell'organizzare il lavoro in fasi temporali prescelte e ben stabilite, effettuando una previsione sui tempi di ogni lavorazione in funzione della manodopera. L'obiettivo del PSC consiste nel ridurre al minimo i rischi per ogni lavoratore e rappresenta il principale punto di riferimento nella fase esecutiva.

La guida e le norme

La guida per la sicurezza in cantiere edile si serve anche di schemi, diagrammi e disegni che illustrano le disposizioni sulla sistemazione delle aree in cantiere, con particolare attenzione posta alla viabilità ed ai vari percorsi. Uno studio riguarda l'influenza del cantiere rispetto al sito ospitante ed il contesto ambientale circostante, essendo il cantiere un luogo di lavoro temporaneo. Il principale protagonista di tutto l'iter è il committente, che può essere sia pubblico che privato, ed è il soggetto che richiede la costruzione dell'opera. Quello privato firma i contratti di appalto per l'esecuzione dei lavori, e può essere anche il coordinatore della sicurezza nel caso sia qualificato, può inoltre nominare il responsabile dei lavori. Il committente pubblico è un istituzione che fornisce anche le risorse per la realizzazione dell'opera.

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Domande frequenti

  • Quali sono i documenti fondamentali per la sicurezza in cantiere?
    I documenti chiave sono il PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento), il POS (Piano Operativo di Sicurezza), il PSS (Piano Sostitutivo di Sicurezza) e il Fascicolo dell'Opera. Il PSC è la guida principale che definisce rischi, responsabilità e misure preventive per tutta l'opera. Il POS viene redatto dall'imprenditore appaltatore e descrive come verranno eseguite le lavorazioni nel rispetto della sicurezza. Il PSS è necessario quando si adottano tecnologie diverse da quelle standard. Infine, il Fascicolo dell'Opera raccoglie tutte le informazioni tecniche necessarie per la futura manutenzione dell'edificio.
  • Chi è il Committente e quali sono i suoi obblighi legali?
    Il Committente è il soggetto, pubblico o privato, che commissiona l'opera. È la figura centrale che deve garantire che vengano assegnate le risorse economiche adeguate alla sicurezza. Deve nominare il Coordinatore per la Sicurezza in Fase di Progettazione e, se previsto, quello in fase di Esecuzione. Se il committente è qualificato, può assumere direttamente il ruolo di coordinatore. Il suo compito principale è vigilare affinché tutti gli attori coinvolti rispettino le normative e che i piani di sicurezza siano correttamente elaborati e applicati durante tutto il ciclo di vita dell'intervento edilizio.
  • Cosa contiene esattamente il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC)?
    Il PSC funge da manuale operativo per la gestione della sicurezza durante la fase esecutiva. Include la descrizione dettagliata dell'opera, l'identificazione dei soggetti responsabili e i loro specifici compiti. Contiene la valutazione dei rischi specifici del cantiere, le misure di prevenzione e protezione, il piano antincendio e di evacuazione. Inoltre, prevede la stima dei costi della sicurezza e un cronoprogramma che suddivide i lavori in fasi temporali, permettendo di prevedere i tempi necessari per ciascuna lavorazione in base alla manodopera disponibile, minimizzando così i conflitti tra diverse squadre operanti contemporaneamente.
  • Qual è la differenza tra PSC e POS?
    Il PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento) è redatto dal Coordinatore della Sicurezza in fase di progettazione e vale per l'intera opera, indicando i rischi generali e le misure da adottare. Il POS (Piano Operativo di Sicurezza), invece, è obbligatorio per ogni impresa appaltatrice e subappaltatrice. Viene redatto dall'imprenditore e descrive nello specifico come la singola azienda intende eseguire le proprie lavorazioni, integrando le indicazioni del PSC con le procedure operative interne, le attrezzature utilizzate e le figure preposte alla sicurezza all'interno della propria squadra. Mentre il PSC coordina, il POS attua.
  • Perché è importante il cronoprogramma nel piano di sicurezza?
    Il cronoprogramma non è solo uno strumento di gestione del tempo, ma un elemento cruciale per la sicurezza. Organizzare il lavoro in fasi temporali definite permette di evitare sovrapposizioni pericolose tra diverse attività o squadre che potrebbero interferire tra loro. Prevedendo i tempi di ogni lavorazione in funzione della manodopera, si riduce lo stress operativo e si garantisce che le misure di sicurezza possano essere implementate correttamente senza fretta. Un buon cronoprogramma aiuta a identificare preventivamente le criticità legate alla convivenza di più imprese nello stesso spazio, riducendo drasticamente il rischio di incidenti dovuti a confusione o mancanza di coordinamento.

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