Tester digitale

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Tester digitale

Il tester digitale, noto anche come multimetro o VOM, è uno strumento versatile indispensabile per misurare con precisione i vari parametri elettrici.

di Redazione

04 aprile 2017

Caratteristiche tecniche di un tester digitale

Il tester digitale, multimetro o VOM, è un dispositivo elettronico di precisione, generalmente portatile, utile per misurare i parametri elettrici quali resistenza, tensione, corrente, impedenza e capacità. Si differisce da quello analogico perché dotato di un pratico display su cui vengono visualizzati in forma numerica i rispettivi valori delle grandezze d'interesse. Di facile utilizzo, è immediato e non richiede alcun contributo da parte dell'operatore per l'interpretazione e la rilevazione dei dati. Il tester digitale è costituito da due puntali, uno negativo e l'altro positivo. Si distinguono facilmente l'uno dall'altro perché il primo è di colore nero, mentre il secondo è rosso. Il selettore è una manopola riportante le varie tipologie di misurazione in base alle esigenze. Infine, sono presenti delle boccole in cui si inseriscono i due puntali.

Come funziona un tester digitale

A differenza di quello analogico, il tester digitale è molto facile da usare. In genere viene impiegato per trovare errori di base, come interruzioni del circuito, oppure per misurare grandezze quali resistenza, tensione, corrente continua oppure alternata. É ideale per rilevare e risolvere problemi elettrici inerenti ad elettrodomestici, oppure dispositivi a motore, sistemi di cablaggio ed alimentatori. In tal senso, l'operatore dovrà scegliere la grandezza di interesse e la portata, quindi andrà ad inserire il puntale nero nella boccola e quello rosso nella rispettiva grandezza da misurare. Sul display dello strumento verrà visualizzato il valore corrispondente. La cifra numerica indicata è estremamente precisa e non ammette margine d'errore. Per rendere tali valori ancora più infallibili, sono stati ideati dei multimetri con funzione integrata digitale ed analogica.

Cosa scegliere tra tester digitale ed analogico

Il tester digitale vanta una notevole precisione, ma non per questo motivo ha reso obsoleto quello analogico. In alcune circostanze, infatti, come dinnanzi alla variazione del tempo, viene preferito l'analogico perché l'ago dello strumento segue l'andamento del segnale. In ogni caso, la scelta tra l'uno e l'altro strumento viene dettata dalle esigenze dell'operatore. In genere, quando si acquista un multimetro, o VOM, si considerano alcuni fattori di estrema rilevanza oltre al'esattezza. Si opta per una buona risoluzione, ovvero per la qualità della misura che il dispositivo supporta e quindi la risposta che si può ottenere da una variazione in ingresso del segnale. Infine, si tengono in considerazione i punti e le cifre visualizzabili sul display, che comunemente sono 3 più una mezza cifra.

Modelli e costo

Il tester digitale è sicuramente molto diffuso ed ampiamente trattato rispetto a quello analogico. Si può acquistare presso qualsiasi negozio di utensileria o falegnameria. In alternativa, si può optare per l'acquisto online, presso i tanti negozi virtuali che spesso applicano interessanti promozioni. In ogni caso, è opportuno contattare il venditore per maggiori chiarimenti e verificare l'attendibilità del prodotto. I costi variano in base alla strumentazione scelta. I modelli più economici vengono ceduti anche a meno di 10 euro; mentre un tester digitale professionale raggiunge anche i 150 - 200 euro. Tra questi rientra il modello all'avanguardia con opzione "hold", che mantiene in memoria il valore letto; oppure quello con funzione integrata analogica, con tanto di simulatore del cursore. Il modello con autoranging sceglie in piena autonomia la scala di misurazione più adeguata.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra un tester digitale e uno analogico?
    La differenza sostanziale risiede nel metodo di visualizzazione dei dati: il tester digitale mostra i valori numerici su uno schermo LCD, garantendo una lettura immediata e priva di ambiguità, mentre quello analogico utilizza un ago su una scala graduata. Sebbene il digitale sia più preciso e facile da leggere per la maggior parte degli utenti, l'analogico rimane preferibile in contesti specifici, come il monitoraggio di variazioni rapide di segnali nel tempo, poiché l'ago segue l'andamento del flusso elettrico in modo fluido e continuo, permettendo di cogliere istantaneamente fluttuazioni che il display digitale potrebbe non evidenziare con la stessa immediatezza.
  • Come si collegano correttamente i puntali sul tester digitale?
    Per un uso sicuro e corretto, il puntale nero va inserito sempre nella bocchetta contrassegnata con 'COM' (comune), che funge da riferimento di massa. Il puntale rosso, invece, deve essere inserito nella bocchetta specifica per la grandezza elettrica che intendi misurare: solitamente quella marcata con 'VΩmA' per tensioni, resistenze e correnti piccole, oppure quella dedicata alle alte correnti (spesso indicata con '10A') se devi misurare intensità elevate. Assicurati sempre di selezionare la corretta modalità e portata sul selettore prima di effettuare la misurazione per evitare danni allo strumento o al circuito sotto test.
  • Cosa significa la dicitura '3 1/2 cifre' su un multimetro?
    Questa notazione indica la risoluzione massima del display del tester. Un multimetro '3 1/2 cifre' può visualizzare fino a quattro numeri, dove i primi tre possono assumere qualsiasi valore da 0 a 9, mentre la quarta cifra (quella più a sinistra) può essere solo 0 o 1. Questo significa che il valore massimo leggibile sarà 1999. La presenza della 'mezza cifra' permette allo strumento di coprire un intervallo dinamico utile per molte applicazioni domestiche e professionali di base, offrendo una buona precisione senza richiedere costose tecnologie di visualizzazione superiori tipiche dei modelli professionali più avanzati.
  • Cos'è la funzione 'autoranging' e perché è utile?
    L'autoranging è una funzionalità automatica presente nei tester digitali moderni che elimina la necessità di impostare manualmente la scala di misurazione (portata). Quando colleghi i puntali al circuito, lo strumento analizza automaticamente il livello del segnale e seleziona la gamma più adatta (ad esempio millivolt, volt o kilovolt) per garantire la massima precisione possibile. Questa caratteristica semplifica enormemente l'utilizzo, riducendo il rischio di errori umani legati alla selezione sbagliata della scala e accelerando le operazioni di diagnostica, specialmente per chi non è un esperto di elettronica.
  • Quanto costa un buon tester digitale professionale?
    I prezzi variano significativamente in base alle caratteristiche e alla marca. I modelli entry-level, adatti per piccoli riparazioni domestiche, si trovano spesso sotto i 10-20 euro. Tuttavia, per un tester digitale considerato professionale, con funzioni avanzate come l'autoranging, la funzione Hold per bloccare la lettura, protezioni integrate e alta affidabilità, il prezzo oscilla generalmente tra i 50 e i 200 euro. Investire in un modello di fascia media-alta garantisce maggiore durata, precisione certificata e sicurezza aggiuntiva durante l'uso su impianti elettrici complessi.