Antica porcellana Ming

Materiali fai da te

Porcellana

La porcellana ha incantato l'uomo per la sua bellezza fin dall'antichità. Materiale composito ottenuto previa cottura, presenta una porosità praticamente nulla.

di Redazione

09 giugno 2017

La nascita della porcellana

La porcellana nasce in Cina ai tempi della dinastia Tang, tra il 618 e il 907. Prima di questo periodo, durante la precedente dinastia Han, già si produceva nel continente asiatico un materiale molto simile ma duro e di colore grigiastro, oggi definita protoporcellana. Ma è durante la dinastia Song, successiva alla Tang, che la porcellana raggiunge ottima qualità con la creazione di fabbriche preposte alla produzione di porcellane per la corte. Presenta la tipica smaltatura in céladon che conferisce alla porcellana il colore verde-azzurro della giada o una sfumatura grigio-verde. Si deve però giungere alla dinastia Ming, dal 1368 al 1644, per parlare di diffusione della porcellana in Europa, dove la smaltatura bianca e blu conquista il cuore degli occidentali. anche altri paesi asiatici producevano porcellane, come la Corea dove si diffuse intorno al 1100, produttrice di particolari forme a tripode, e il Giappone, dove giunse intorno al 1510.

La diffusione della porcellana in Europa

A testimoniare la diffusione della porcellana in Europa non poteva di certo mancare "Il Milione" di Marco Polo. Questo testo infatti è il primo documento scritto europeo dove compare la porcellana. Siamo nel XIII secolo ed è proprio in questo periodo che compaiono i primi oggetti in porcellana provenienti da quelle che all'epoca venivano definite le porte d'oriente, Costantinopoli, l'attuale Istanbul, e Venezia, grande porto commerciale dell'epoca. La prima Compagnia delle Indie a commercializzare in porcellane fu quella olandese che contribuì alla sua diffusione in Europa grazie anche dall'aumento dell'uso di bevande quali caffè, tè e cioccolata. Comincia così la produzione di porcellana anche nel vecchio continente, ma bisogna giungere alla fine del XVII secolo per raggiungere aspetti qualitativi vicini alle porcellane d'oriente.

La porcellana in Europa

La manifattura della porcellana si diffuse così anche in Europa, anche se ci vollero alcuni anni e alcune modifiche prima di raggiungere la qualità di quelle orientali. In Sassonia nacquero le porcellane Meissen che, inizialmente, avevano il monopolio sulla lavorazione delle porcellane dette "dure" di qualità superiore. Con il passare del tempo però, ex collaboratori della casa Meissen ne diffusero i segreti, facilitando il sorgere di nuove case manifatturiere. Il marchese Carlo Ginori fondò la Manifattura di Doccia nel 1735 a Sesto Fiorentino dove investì molto per superare i primi problemi tecnici, per il recupero delle materie prime e per acquistare opere d'arte da cui prendere spunto per le proprie creazioni. Nasce così la famosa casa di produzione Richard-Ginori. A Napoli, nel 1743, Carlo di Borbone fonda l'importante Real Fabbrica di Porcellana di Capodimonte. Anche nel resto d'Europa sorgono famose fabbriche di porcellane, come Sévres-Limoges in Francia e la Royal CopenHagen in Danimarca.

La porcellana oggi

Della grande industria della porcellana del settecento e dell'ottocento, sopravvive solo la casa Richard-Ginori. I fasti e gli splendori dei secoli passati si spengono con il decadentismo della nobiltà. Oggetti troppo preziosi per essere di uso comune, diventano obsoleti in un mondo che sta cambiando. Le grandi fabbriche del passato chiudono per essere poi recuperate nel corso del '900 da capaci artigiani decisi a non far morire questo prezioso elemento. Ancora oggi vengono prodotte le porcellane di Limoges in Francia e quelle di Capodimonte a Napoli , seppur in luoghi diversi da quelli originali. È dunque ancora possibile acquistare servizi di piatti, servizi da té o da caffè, oggetti e soprammobili finemente lavorati e dal gusto impeccabile. Anche se il design moderno si è rivolto ad altri materiali, la porcellana rimane comunque un materiale nobile, in grado di sorprendere con la sua finezza.

Preparazione e lavorazione della porcellana

La porcellana appartiene alla famiglia delle ceramiche in quanto si presenta come un impasto da lavorare e cuocere negli appositi forni. La sua particolarità è la composizione degli elementi. Fin dalle origini è composta da una miscela di caolino e feldspato in precise proporzioni, da cuocere in forno per consentirne la vetrificazione. Questo processo la rende impermeabile andando a chiudere qualsiasi tipo di porosità. La temperatura di cottura si aggira intorno agli oltre 1280°C per la preparazione di porcellana dura, ovvero quella formata da caolino, feldspato e quarzo. Dopo questa prima fase di cottura, la porcellana viene ricoperta da un rivestimento trasparente formato dagli stessi elementi che compongono l'impasto, ma in proporzioni diverse. Avviene poi la seconda cottura tra gli 800°C e i 900°C dopo la quale lo strato di copertura, vetrificando, andrà a saldare anche la minima porosità e a rendere la porcellana lucida e splendente.

Gli usi

Gli usi della porcellana sono molteplici e spaziano dall'arte, al fai da te fino a giungere anche alla medicina. Dopo una fase iniziale di puro uso decorativo e di uso domestico, la porcellana ha trovato una sua identità anche nell'edilizia e in campo soprattutto dentistico. Vengono infatti oggi fabbricati rivestimenti murari in piastrelle porcellanate e materiali per pavimentazioni dove il contenuto di feldspato viene portato intorno al 60% della miscela per ottenere la massima impermeabilità di questo materiale. Anche la porcellana a scopi dentistici utilizza porcellane arricchite in feldspato, fino anche a raggiungere il 90% di concentrazione di questo minerale. Il suo scopo è quello di essere resistente agli agenti chimici, di essere duraturo nel tempo e, grazie proprio al feldspato, di raggiungere la giusta brillantezza per simulare lo smalto dei denti.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tecnica tra porcellana dura e porcellana tenera?
    La distinzione principale risiede nella composizione chimica e nei processi di cottura. La porcellana dura, la più diffusa e pregiata, contiene caolino, feldspato e quarzo e richiede temperature elevate, superando spesso i 1280°C, per raggiungere una completa vetrificazione e impermeabilità. Al contrario, la porcellana tenera non include il quarzo nella sua impasto base; viene cotta a temperature inferiori e successivamente ricoperta da uno smalto vetroso che la protegge e la rende impermeabile. Storicamente, la scoperta della ricetta per la porcellana dura fu un segreto gelosamente custodito dai produttori europei per secoli.
  • Come posso riconoscere un vero pezzo di porcellana antica rispetto a una riproduzione moderna?
    L'autenticità si valuta osservando diversi dettagli fisici e stilistici. Innanzitutto, controlla la trasparenza: tenendo il pezzo contro luce forte, la vera porcellana dura lascia passare la luce in modo uniforme. Osserva il bordo inferiore (la base): nelle antiche porcellane cinesi e giapponesi era spesso grezza o trattata diversamente rispetto al corpo, mentre le riproduzioni moderne tendono a essere uniformi. Inoltre, analizza la pittura e la forma: le imperfezioni manuali, la profondità dei colori e lo stile decorativo specifico della manifattura (come Meissen, Capodimonte o Limoges) aiutano a distinguere i pezzi storici da quelli industriali contemporanei.
  • È sicuro usare stoviglie in porcellana per cucinare o scaldare il cibo?
    In generale, sì, la porcellana è un materiale eccellente per la cucina perché è inerte, non assorbe odori e resiste bene al calore grazie alla sua alta temperatura di cottura. Tuttavia, non tutte le porcellane sono adatte al forno microonde o al forno tradizionale. Evita i pezzi decorati con bordi dorati o argentati metallici, poiché possono causare archi elettrici nel microonde. Per il forno tradizionale, verifica sempre la dicitura del produttore: alcune porcellane sottili potrebbero subire shock termici se esposte a sbalzi di temperatura estremi, quindi è preferibile preriscaldarle gradualmente.
  • Perché la porcellana è diventata popolare in Europa solo nel XVIII secolo?
    Sebbene Marco Polo avesse descritto la porcellana nel XIII secolo, la sua produzione europea richiese secoli di tentativi fallimentari. L'ostacolo principale era la mancanza delle materie prime essenziali, in particolare il caolino, e la conoscenza della temperatura esatta necessaria per la cottura. Il monopolio della manifattura di Meissen in Sassonia mantenne segreta la formula per decenni. Solo quando i segreti si diffusero, grazie anche a collaboratori che abbandonarono la fabbrica tedesca, altre nazioni come la Francia (con Sévres) e l'Italia (con Capodimonte e Doccia) riuscirono a replicare la qualità orientale, soddisfacendo la crescente domanda aristocratica.
  • Quali sono le principali applicazioni della porcellana oltre alle stoviglie decorative?
    Oggi la porcellana trova impieghi tecnici e medici avanzati grazie alla sua resistenza chimica e durezza. Nell'edilizia, le piastrelle porcellanate, caratterizzate da un alto contenuto di feldspato, sono preferite per pavimenti esterni e interni per la loro quasi totale assenza di porosità e resistenza all'usura. In ambito odontoiatrico, la porcellana è fondamentale per la realizzazione di corone, ponti e faccette dentali. La sua capacità di simulare la traslucenza e la brillantezza dello smalto naturale dei denti, unita alla biocompatibilità, la rende il materiale standard per restauri estetici duraturi.