impianto elettrico dichiarazione conformità

Impianto a norma

Modulo dichiarazione di conformità

Scopriamo insieme cosa è il modulo dichiarazione di conformità, le normative che regolano la presentazione di questo documento e tutte le informazioni da sapere.

di Redazione

03 aprile 2017

Cos'è il modulo dichiarazione di conformità?

Dopo aver effettuato lavori che prevedano la costruzione di un impianto elettrico, idraulico o di altra tipologia, è necessario che si presenti un documento denominato dichiarazione di conformità. Con questo documento non si fa altro che dichiarare che l’installazione di un dispositivo o di un impianto è stata fatta a regola d’arte, rispettando tutti gli standard imposti dalla leggere e le norme tecniche in vigore. Questo documento contiene una serie di informazioni importanti che vanno ad identificare univocamente l'impianto o l'opera completata, comunicandone la posizione, l'installatore, il proprietario e l'ubicazione esatta. È bene sapere che, a prescindere dal numero di impianti su cui si lavorerà durante gli interventi in un edificio, è necessario presentare una dichiarazione per ogni singolo impianto, in modo da dichiararne la conformità.

Normative dichiarazione di conformità

Naturalmente, dietro il modulo dichiarazione di conformità, vi sono una serie di normative stabilite dalla legge che prevedono la realizzazione di opere o impianti senza difetto. Questo viene affermato nella legge del primo marzo del 1968, la numero 186, che sostanzialmente afferma che: Impianti e apparecchiature elettriche devono essere necessariamente realizzate a regola d’arte e che per gli impianti realizzati seguendo le normative CEI vi è la presunzione che siano fatti a regola d’arte. Quindi per la legge ha moltissima importanza che l'impianto non abbia alcun difetto che possa compromettere la funzionalità dello stesso. Dall’anno 1990, con l’introduzione della legge del 5 marzo 1990, la numero 46, vi è l’introduzione dei requisiti per la presentazione del modulo dichiarazione di conformità, che deve essere fatta per ogni tipo di impianto che si sta andando a installare.

Contenuto della dichiarazione di conformità

Il modulo dichiarazione di conformità al suo interno deve necessariamente contenere alcuni dati ritenuti molto importanti per poter identificare precisamente quale sia l’impianto che si sta andando a dichiarare. Innanzitutto va precisato il responsabile tecnico che ha visionato la procedura di installazione e il proprietario dell’impianto stesso. Inoltre vanno fornite indicazioni inerenti anche all’installazione stessa, i materiali usati, le norme che son state seguite durante i lavori e anche la precisa ubicazione dell’impianto. In caso l'immobile o le dimensioni dell'impianto superino una certa grandezza allora è necessario presentare il progetto dell’impianto stesso; per poter effettuare questo tipo di operazione è necessario fornire lo schema dell’impianto funzionante e pienamente operativo ad opera finita, l’elenco del materiali e il certificato di iscrizione alla camera di commercio.

Modalità di presentazione

Per poter presentare questo documento è necessario procurarsi i moduli e tutte le informazioni. Una volta fatto ciò e finiti tutti i lavori riguardanti l’installazione di uno o più impianti si dovrà presentare il suddetto modulo in duplice copia, entro e non oltre 30 giorni dalla data della fine dei lavori effettuati. La dichiarazione di conformità andrà presentata al sportello unico del comune dove risiede effettivamente l’impianto. Una volta compiuto questo passo è bene sapere che il comune invierà una copia della dichiarazione alla camera di commercio per poter permettere tutte le verifiche del caso in maniera ottimale. Da citare anche la possibilità di poter visionare tutte le dichiarazioni percepite dal comune grazie alla presenza di una banca dati digitale, naturalmente per potervi accedere è necessario che il soggetto interessato a quella tipologia di dati abbia una giustificazione valida.

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Domande frequenti

  • Chi può firmare la Dichiarazione di Conformità degli impianti?
    La Dichiarazione di Conformità (DiCo) deve essere firmata esclusivamente da un installatore abilitato, ovvero un professionista iscritto alla Camera di Commercio come impresa di installazione o manutenzione impianti, oppure da un tecnico abilitato (ingegnere, perito industriale, geometra) che possieda i requisiti specifici per quel tipo di impianto. Il responsabile tecnico che firma il documento assume la piena responsabilità legale e tecnica della corretta esecuzione dei lavori a regola d'arte. Non è possibile che il proprietario dell'immobile o un manovale generico firmino tale documento; la firma certifica che l'installazione rispetta rigorosamente le normative vigenti (come le norme CEI per l'elettrico) e garantisce la sicurezza dell'utenza.
  • Quali documenti servono per presentare la DiCo al Comune?
    Per la presentazione della Dichiarazione di Conformità presso lo Sportello Unico per l'Edilizia (SUAE) del Comune di competenza, sono necessari diversi documenti. Fondamentale è il modulo DiCo compilato e firmato dall'installatore. Se l'impianto supera determinate dimensioni o complessità (ad esempio grandi edifici o impianti speciali), è obbligatorio allegare anche il progetto esecutivo approvato, lo schema unifilare dell'impianto funzionante e l'elenco dettagliato dei materiali utilizzati. Inoltre, l'impresa installatrice deve dimostrare la propria regolarità amministrativa tramite il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio. Una volta ricevuta, la copia originale resta al proprietario mentre una copia viene inviata dal Comune alla Camera di Commercio per le verifiche di rito.
  • Entro quanti giorni bisogna consegnare la Dichiarazione di Conformità?
    La normativa impone un termine tassativo per la presentazione della Dichiarazione di Conformità: essa deve essere consegnata allo Sportello Unico del Comune dove è situato l'immobile entro 30 giorni dalla data di ultimazione dei lavori di installazione. Questo scadenziario è fondamentale per evitare sanzioni amministrative per l'installatore e per garantire che l'immobile venga regolarmente registrato nel catasto energetico e nelle banche dati comunali. Il mancato rispetto di questa scadenza può comportare problemi nella successiva vendita o locazione dell'immobile, poiché la mancanza della DiCo rende l'impianto tecnicamente irregolare e potenzialmente pericoloso agli occhi delle autorità competenti.
  • È necessaria una DiCo per ogni singolo impianto?
    Sì, è assolutamente necessario presentare una Dichiarazione di Conformità distinta per ciascun tipo di impianto installato o modificato. Ad esempio, se in una nuova abitazione vengono installati contemporaneamente l'impianto elettrico, quello idrico-sanitario, quello di riscaldamento e quello di gas, bisognerà produrre quattro diverse DiCo, una per ciascuna specialità. Ogni documento identificherà in modo univoco l'impianto specifico, indicando la sua ubicazione, le caratteristiche tecniche e il responsabile tecnico competente per quella particolare disciplina. Questa separazione permette alle autorità di verificare la conformità specifica di ogni sistema e facilita eventuali manutenzioni future o accertamenti tecnici successivi.
  • Cosa cambia tra la vecchia Legge 46/90 e le nuove normative UNI?
    Storicamente, la Legge 46/1990 era il riferimento principale per la conformità degli impianti, ma è stata progressivamente superata e integrata dalle Norme Tecniche UNI, in particolare la serie UNI 10779 per gli impianti elettrici. Oggi, la 'presunzione di regola d'arte' non deriva più solo dall'adesione generica alle norme CEI, ma dal rigoroso rispetto delle specifiche normative UNI aggiornate. Le DiCo moderne richiedono una tracciabilità maggiore dei componenti e una documentazione più dettagliata sulle prove effettuate. L'installatore deve attestare non solo che l'impianto funziona, ma che è stato progettato ed eseguito secondo gli standard tecnici attuali più severi, garantendo una sicurezza superiore rispetto ai vecchi parametri normativi.