Impianto elettrico e sicurezza

Impianto a norma

Dichiarazione rispondenza impianto elettrico

In cosa consiste la dichiarazione rispondenza impianto elettrico? Come funziona? Chi la firma? Quando è necessaria richiederla? Questo documento è una relazione tecnica che specifica nel dettagli le caratteristiche dell'impianto.

di Redazione

20 ottobre 2016

Cos’è la Dichiarazione Rispondenza impianto elettrico

Quante volte vi sarete sentiti richiedere una dichiarazione di rispondenza del vostro impianto elettrico e siete entrati in confusione poiché non sapevate nulla a riguardo. Fino a qualche anno fa per l’impianto elettrico era necessaria solo una certificazione, ossia una dichiarazione di conformità rilasciata da un elettricista professionista o dall’impresa installatrice. Costoro, dopo aver effettuato le opportune verifiche, dichiaravano che l’impianto era regola d’arte, facendo riferimento alle norme relative alla sicurezza degli impianti, entrata in vigore nel 1990. La suddetta legge è stata sostituita, in data 22 gennaio 2008, con il decreto ministeriale n. 37 nel quale, oltre a rendere obbligatoria la dichiarazione di conformità e il progetto dell’impianto elettrico, per la prima volta viene introdotta la "Dichiarazione di Rispondenza". La dichiarazione di rispondenza è una sorta di relazione tecnica, redatta dal tecnico professionista e completa di varia documentazione, comprendenti dati tecnici e fotografie delll'impianto elettrico, dove vengono specificate le modalità della sua realizzazione, i materiali a norma utilizzati e le leggi alle quali si è fatto riferimento.

Quando è necessaria la Dichiarazione di Rispondenza

La Dichiarazione di Rispondenza è obbligatoria per tutti quegli impianti che non posseggono un certificato di conformità, in quanto non reperibile o mai prodotto, il quale appunto si potrà sostituire con la DIRI, e riguarda solo gli impianti che sono stati realizzati prima dell’entrata in vigore del decreto del 2008. Pertanto quelli realizzati successivamente e privi di dichiarazione di conformità, non potranno dotarsi di una DIRI, ma si dovranno adeguare alla normativa vigente, provvedendo a redigere una nuova dichiarazione di conformità. Il certificato di conformità, o la dichiarazione di rispondenza nel caso in cui non doveste trovarvi in possesso del primo, è necessario qualora decideste di vendere, comprare ed affittare casa, poiché solo entrando in possesso di questi documenti si potrà essere sicuri che l'impianto elettrico sia sicuro e progettato a regola d’arte. La vecchia normativa prevedeva l’obbligatorietà di trasferire questa documentazione al nuovo proprietario (art. 13 DM 37/08). L’articolo è stato abrogato (art. 35 DL 112/08) per cui in sede di rogito non è obbligatorio allegare la conformità degli impianti, che sarebbe comunque buona norma richiedere lo stesso.

Chi rilascia la Dichiarazione di Rispondenza

La Dichiarazione di Rispondenza deve essere redatta da un professionista, iscritto ad un albo specifico, che abbia operato nel settore degli impianti da almeno cinque anni, e non più da chi esegue l’impianto elettrico, come avveniva nel caso della dichiarazione di conformità. Va da sé quindi che viene rilasciata dopo che costui avrà analizzato l’impianto realizzato, poiché ne certificherà la rispondenza alla regola d’arte, ai fini della sicurezza e delle responsabilità. La Dichiarazione di Rispondenza potrà essere firmata anche dal responsabile tecnico dell’impresa che ha realizzato l’impianto, soprattutto nel caso in cui si tratti di impianti elettrici per i quali non si rende obbligatoria la stesura di un progetto da parte del professionista, tenendo comunque presente che colui che firma si assumerà le eventuali responsabilità civili, che per nessun motivo ricadranno sull’impresa per cui lavora. E’ bene sapere che ogni volta che si effettua un intervento di adeguamento nel proprio impianto elettrico, si dovrà richiedere al tecnico professionista di aggiornare la documentazione relativa, ossia il progetto dell’impianto e la dichiarazione di rispondenza o quella di conformità.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra Dichiarazione di Conformità e Dichiarazione di Rispondenza?
    La Dichiarazione di Conformità (DiCo) certifica che un impianto elettrico è stato realizzato a regola d'arte secondo le normative vigenti al momento dell'installazione; è obbligatoria per gli impianti nuovi o rinnovati dopo il 2008. La Dichiarazione di Rispondenza (DIRI), invece, riguarda gli impianti realizzati prima del Decreto Ministeriale 37/2008 e per i quali manca la DiCo originale. Mentre la DiCo attesta la corretta esecuzione iniziale, la DIRI verifica che l'impianto esistente risponda ancora agli standard di sicurezza e alla 'regola d'arte', fungendo da surrogato documentale quando il certificato originario non è reperibile.
  • Chi ha il titolo per firmare la Dichiarazione di Rispondenza?
    La DIRI deve essere redatta e firmata esclusivamente da un professionista qualificato (come un ingegnere, un perito industriale o un geometra) iscritto al proprio albo professionale, con almeno cinque anni di esperienza nel settore degli impianti. A differenza della vecchia pratica, non può essere firmata direttamente dall'elettricista installatore. Tuttavia, in alcuni casi specifici per impianti semplici, può essere firmata dal Responsabile Tecnico dell'impresa installatrice, ma quest'ultimo si assume personalmente la responsabilità civile dei lavori, senza che essa ricada automaticamente sull'azienda per cui opera.
  • È obbligatorio consegnare la dichiarazione di conformità o rispondenza al compratore durante la vendita di una casa?
    Attualmente, non è più obbligatorio per legge allegare la Dichiarazione di Conformità o di Rispondenza al rogito notarile. Una precedente norma che imponeva il trasferimento di tali documenti al nuovo proprietario è stata abrogata. Nonostante ciò, rimane una prassi fortemente consigliata e una buona norma contrattuale richiedere e ottenere questi documenti. Essi garantiscono al compratore che l'impianto elettrico è sicuro, a norma e privo di rischi immediati, tutelando così entrambi gli acquirente e venditore da future contestazioni sulla sicurezza dell'immobile.
  • Cosa succede se ho un impianto vecchio e devo fare lavori di ristrutturazione?
    Se possiedi un impianto realizzato prima del 2008 e privo di Dichiarazione di Conformità, dovrai richiedere una Dichiarazione di Rispondenza. Se invece intervieni sull'impianto esistente con lavori di adeguamento o rinnovo parziale, il professionista incaricato non si limita a verificare lo stato attuale, ma deve aggiornare tutta la documentazione tecnica. Ciò include il progetto aggiornato dell'impianto e la conseguente Dichiarazione di Rispondenza (o di Conformità, se i lavori comportano una ri-certificazione completa), assicurando che la documentazione rifletta fedelmente le modifiche apportate e la situazione finale di sicurezza.
  • Quando diventa obbligatoria la richiesta della Dichiarazione di Rispondenza?
    La DIRI è necessaria principalmente quando si intende vendere, acquistare o affittare un immobile dotato di un impianto elettrico realizzato prima del 22 gennaio 2008 (data di entrata in vigore del D.M. 37/08) e per il quale non è possibile recuperare la vecchia Dichiarazione di Conformità. Inoltre, è utile in fase di acquisto per verificare la sicurezza dell'abitazione. Non va confusa con la DiCo: se l'impianto è stato realizzato dopo il 2008, la DIRI non è applicabile e bisogna optare per la Dichiarazione di Conformità o, in assenza di questa, procedere all'adeguamento dell'impianto alle norme vigenti.