Volontà testamentarie

Regole tasse casa

Successione legittima

La successione legittima si applica in assenza di testamento. Gli eredi sono indicati dal Codice Civile, in base alla parentela con il defunto.

di Redazione

27 febbraio 2017

La successione legittima: chi sono gli eredi

In mancanza di testamento o nei casi di testamento parziale, quanto all'ammontare ed all'entità del patrimonio del ″de cuius″ si fa luogo alla successione legittima. In forza di tale successione legittima l'eredità si devolve gradatamente: al coniuge, ai discendenti legittimi e naturali, agli ascendenti legittimi, ai collaterali, ad altri parenti e, in ultimo, allo Stato. In assenza di altri eredi al coniuge si devolve l'intera eredità. In caso di figli legittimi o naturali, il coniuge ha diritto alla metà dell'eredità se il concorrente è unico, ad 1/3 negli altri casi. Al coniuge sono devoluti i 2/3 dell'eredità se concorre con gli ascendenti o con fratelli e sorelle.

Adempimenti ed imposte

Entro un anno dalla morte del ″de cuius″ gli eredi devono presentare la denuncia di successione legittima all'Agenzia delle Entrate (dal 23 gennaio 2017, on line). La dichiarazione di successione legittima è sempre obbligatoria qualora il patrimonio sia maggiore di 100.000 €. In tal caso dovranno, quindi, essere calcolate le imposte da versare sulla base del valore dell'asse ereditario, tenuto conto delle franchigie che esonerano dal pagamento gli eredi più prossimi (coniuge, figli, fratelli/sorelle, in via proporzionale). Le imposte da pagare si dividono in tassa di successione propriamente detta, imposta ipotecaria e catastale.

Domande frequenti

  • Chi sono gli eredi nella successione legittima e come viene ripartita la quota del coniuge?
    Nella successione legittima, applicabile in assenza di testamento, gli eredi sono individuati dal Codice Civile secondo un ordine gerarchico basato sui gradi di parentela: prima coniuge e discendenti, poi ascendenti, collaterali e infine lo Stato. La quota spettante al coniuge varia in base ai coeredi: se c'è un solo figlio, il coniuge riceve la metà dell'eredità; se ci sono più figli, la sua quota scende a un terzo. Se il coniuge convive con ascendenti o fratelli/sorelle, invece, gli spetta due terzi del patrimonio.
  • Quando è obbligatorio presentare la dichiarazione di successione?
    La presentazione della denuncia di successione all'Agenzia delle Entrate è sempre obbligatoria entro un anno dal decesso quando il valore totale del patrimonio ereditato supera i 100.000 euro. Dal 23 gennaio 2017, questa pratica deve essere effettuata esclusivamente online. Anche per patrimoni inferiori a tale soglia, la dichiarazione può essere necessaria se presenti beni immobili o titoli registrati, ma la soglia dei 100mila euro rappresenta il limite generale che impone l'adempimento fiscale senza eccezioni.
  • Quali imposte bisogna pagare e come funzionano le franchigie?
    Le imposte dovute comprendono la tassa di successione, l'imposta ipotecaria e quella catastale. Il costo effettivo dipende dalle franchigie, ovvero le soglie di esenzione che variano in base al grado di parentela. Coniugi e figli hanno franchigie molto elevate (attualmente 1 milione di euro ciascuno per la quota di pertinenza), quindi spesso non pagano nulla se il loro valore non supera tali limiti. Fratelli e sorelle hanno una franchigia inferiore (100.000 euro), mentre gli altri parenti o estranei non beneficiano di esenzioni significative sulle quote eccedenti.
  • Cosa succede se non ci sono altri eredi oltre al coniuge?
    In assenza di discendenti, ascendenti, collaterali o altri parenti entro il sesto grado, la successione legittiva prevede che l'intero patrimonio venga devoluto al coniuge superstite. Questa regola garantisce che il partner sopravvissuto possa acquisire la piena titolarità di tutti i beni lasciati dal defunto, senza dover condividere l'eredità con altri familiari. È fondamentale verificare attentamente l'albero genealogico per assicurarsi che non esistano parenti più prossimi che potrebbero avere diritti prioritari per legge.
  • Come si calcola il valore dell'asse ereditario per le tasse?
    Per determinare le imposte da versare, bisogna calcolare il valore complessivo dell'asse ereditario sommando il valore fiscale di tutti i beni (immobili, conti bancari, investimenti) e sottraendo eventuali debiti del defunto certificati. Per gli immobili, si utilizza il valore catastale rivalutato, non quello di mercato. Una volta ottenuto il netto imponibile, si applicano le aliquote fiscali specifiche (4%, 6% o 8%) dopo aver dedotto le franchigie spettanti alla categoria di parentela degli eredi coinvolti nel calcolo.