cavi elettrici

Impianto Elettrico

Cavi elettrici

Ti sei mai chiesto come funzionano e da cosa sono formati i cavi elettrici? Scoprine tutte le peculiarità e intervieni in autonomia sul tuo impianto.

di Redazione

29 ottobre 2015

Funzione e composizione dei cavi elettrici

I cavi o fili elettrici, in termini tecnici detti cablaggi, sono dei collegamenti deputati a trasportare l'energia attraverso l'impianto elettrico, per alimentare le prese e dunque i vari punti luce o i dispositivi presenti nelle abitazioni. A costituirli è una parte metallica, solitamente in rame, eccellente conduttore di elettricità, cui si unisce un rivestimento realizzato in materiale isolante, in modo da proteggere gli utilizzatori e prevenire le perdite di corrente. La quantità di energia elettrica che può transitare in un cavo è determinata dalla sezione e dunque dal diametro del conduttore di rame. Ciò significa che i cavi che alimentano i dispositivi più potenti hanno dimensioni maggiori rispetto a quelli che forniscono elettricità a congegni che funzionano con pochi Watt. Se non si rispetta questa proporzione e dunque si tenta di alimentare dispositivi ad alto assorbimento con cavi o prolunghe di piccola sezione, ci si espone al rischio di surriscaldamento dei conduttori, che se protratto può comportare la fusione delle guaine isolanti sfociando nel cortocircuito, dato dal contatto tra due cavi paralleli.

Le diverse misure dei conduttori

I cavi elettrici che conducono l’energia ai diversi punti di utilizzo non sono tutti uguali. E’ infatti la superficie che li caratterizza una volta sezionati, o in alternativa la loro larghezza e dunque la lunghezza del diametro, a determinarne la capacità e quindi il tipo di destinazione. Ecco perché il cavo adeguato per l'illuminazione presenta una sezione di 1,5 mm², mentre per alimentare prese riservate a passare corrente a piccoli elettrodomestici, come ad esempio i ferri da stiro, la sezione da prevedere è pari a 2,5 mm². Infine, per forni o altri apparecchi di grandi dimensioni, la potenza maggiore richiede cavi con sezioni di 4 mm². Visto che la semplice osservazione di una presa non permette di sapere qual è la sua portata e con che tipo di cavi è alimentata, è meglio comunque evitare di collegarvi più elettrodomestici contemporaneamente. Questa piccola accortezza eviterà di incorrere in un eventuale surriscaldamento, che se non ad un corto circuito, può portare comunque all'attivazione del salvavita.

I colori dei cavi elettrici

Se la superficie di sezione dei cavi elettrici serve a dimensionarli in modo che la loro portata sia adeguata alla quantità di energia da distribuire, la colorazione è invece fondamentale in caso si debbano maneggiare per lavori di manutenzione o sostituzione. Infatti, quando l'impianto è a norma, i colori delle guaine che ricoprono i fili elettrici si rivelano preziosi indicatori in grado di fornire precise informazioni sul tipo di cavo con cui si ha a che fare. In particolare, stando alla normativa CEI, il colore della messa a terra deve essere giallo-verde. Distinguere questo cavo è fondamentale, considerando che nel malaugurato caso di un contatto con un elemento elettrico non isolato sarà proprio la messa a terra, scaricando la corrente verso il suolo, a proteggere il malcapitato dai rischi di folgorazione. Per quanto riguarda gli altri cavi, il pericolosissimo filo di fase, attraverso cui passa una corrente elevata, è segnalato invece da un rivestimento nero o marrone, mentre il cablaggio neutro è contrassegnato dal blu. Si tratta dunque di tinte da non dimenticare, perché nel caso di un impianto a norma solo conoscendole si potrà lavorare in tutta sicurezza.

Come operare nel caso di impianti non a norma

I colori dei cavi elettrici degli impianti certificati CEI aiutano a distinguere le varie tipologie di cablaggi, ma come comportarsi di fronte ad impianti un po' datati, realizzati quando ancora non si prevedeva l'applicazione della normativa? In queste occasioni, in mancanza della preziosa guida dei colori, ci si dovrà affidare a strumenti in grado di individuare lo status del filo elettrico e dunque l'eventuale conduzione di corrente, che si può diagnosticare ad esempio tramite il cosiddetto cercafase. Si tratta di un cacciavite, con la stessa forma di quelli presenti nelle cassette degli attrezzi, ma caratterizzato da un manico trasparente con all'interno una resistenza con una lampadina. E' proprio questa lampadina a permettere di controllare i cavi elettrici, in quanto è la sua eventuale accensione a mostrare se un conduttore è sotto tensione o meno e a permettere di distinguere il filo di fase da quello neutro e di terra.

La classificazione dei cavi in base al comportamento al fuoco

I cavi elettrici possono essere classificati secondo diverse peculiarità. Una di queste è la particolare reazione in caso di fuoco o incendio. Infatti, quando brucia, l’isolante che circonda il cavo può produrre gas velenosi e corrosivi, eventualità che si è voluta scongiurare almeno per certe destinazioni più "sensibili". E’ questo il motivo per cui per ambienti ad alta densità di persone, come scuole, cinema o ospedali, i cavi utilizzati sono quelli non propaganti l'incendio, che oltre a prevedere una fiamma in grado di spegnersi da sola se non alimentata, sono pensati per produrre una limitata quantità di gas nocivi. Ancora più sicuri sono poi i cavi che oltre a non permettere la diffusione delle fiamme e delle sostanze dannose, in caso di incendio producono fumi non opachi, che consentono la visuale delle vie di fuga. Questo tipo di cavi è riservato a zone di pericolo, come i tunnel, i locali sotterranei e gli ospizi. Infine, i cavi resistenti al fuoco sono quelli che devono salvaguardare l'impianto in presenza di un incendio. Sono usati per le pompe antincendio e i dispositivi di sicurezza, che devono mantenersi attivi per un certo lasso di tempo anche durante un rogo.

Collegare i fili elettrici

Il collegamento tra due conduttori è una delle operazioni più frequenti nella manutenzione di un impianto elettrico e ingegnandosi un po' può essere svolta anche dai non addetti ai lavori. Infatti, soprattutto quando nei cavi transita una corrente a bassa tensione, si tratta di un'operazione piuttosto semplice ed abbastanza sicura, che un po' tutti avranno svolto o visto svolgere almeno una volta nella vita. Ma come si agisce nella pratica? Innanzitutto, la prima cosa da fare è spellare accuratamente i cablaggi, facendo attenzione a non mozzare il filo contenuto all'interno. Dunque, si procederà ad attorcigliare i fili di rame tra loro, per poi proteggerli adeguatamente per mezzo di un nastro adesivo isolante. Un'alternativa più professionale può essere poi quella di dotarsi di nastro di stagno, con il quale avvolgere i due conduttori intrecciati. Dunque, con l'aiuto di una fiamma, si procederà a sciogliere lo stagno, che una volta solidificato rafforzerà il collegamento, da isolare comunque anche stavolta con l'apposito nastro adesivo.

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Domande frequenti

  • Come riconosco i cavi di fase, neutro e terra dai loro colori?
    Secondo la normativa CEI vigente, la distinzione cromatica è fondamentale per la sicurezza. Il cavo di fase, che trasporta la corrente attiva ed è pericoloso, si identifica con il rivestimento nero o marrone. Il neutro, che chiude il circuito, è sempre identificato dal colore blu. Infine, il cavo di messa a terra, essenziale per scaricare eventuali dispersioni e proteggere dalle folgorazioni, è riconoscibile immediatamente grazie alla combinazione di colori giallo e verde. Rispettare questi codici cromatici è obbligatorio negli impianti nuovi o rinnovati a norma.
  • Quale sezione di cavo devo usare per le prese e per l'illuminazione?
    La scelta della sezione del conduttore dipende dalla potenza degli apparecchi collegati. Per l'illuminazione, che assorbe poca energia, si utilizza standardmente un cavo con sezione di 1,5 mm². Per le prese di uso generale, destinate ad alimentare piccoli elettrodomestici come phon o caricabatterie, la sezione richiesta sale a 2,5 mm² per gestire carichi maggiori senza surriscaldamenti. Per apparecchiature molto potenti, come forni elettrici o scaldabagni, è necessario impiegare cavi con sezione di 4 mm². Utilizzare sezioni inferiori al necessario comporta gravi rischi di incendio.
  • Cosa fare se devo intervenire su un vecchio impianto senza cavi colorati?
    Negli impianti datati antecedenti alle normative attuali, i colori dei cavi potrebbero non seguire lo standard attuale, rendendo difficile l'identificazione visiva. In questi casi, non procedere mai al lavoro a occhio nudo. È indispensabile utilizzare uno strumento specifico chiamato 'cercafase', che ricorda un cacciavite con una lampadina interna. Accendendo la lampadina si verifica la presenza di tensione, permettendo di distinguere con certezza il filo di fase (sotto tensione) dagli altri conduttori. Questa operazione va eseguita con estrema cautela e preferibilmente da personale qualificato.
  • Quali sono i rischi di collegare troppi elettrodomestici a una singola presa?
    Collegare più dispositivi ad alta potenza sulla stessa presa o prolunga può superare la capacità di trasporto del cavo, causando un surriscaldamento progressivo. Se il calore diventa eccessivo, può fondere la guaina isolante in plastica, portando al contatto diretto tra i conduttori interni e generando un cortocircuito. Anche se non si arriva allo spegnimento immediato, il surriscaldamento può attivare il salvavita o danneggiare irreparabilmente gli elettrodomestici. Per evitare incidenti, è buona norma non sovraccaricare le prese e verificare che i cavi siano integri e di sezione adeguata al carico.
  • Come si effettua un collegamento sicuro tra due fili elettrici?
    Per unire due conduttori in modo sicuro, specialmente a bassa tensione, si inizia spellando accurativamente le estremità dei cavi, evitando di tagliare i filamenti di rame interni. Successivamente, i fili nudi vanno attorcigliati insieme saldamente. Per una protezione ottimale, si consiglia di avvolgere il giunto con nastro isolante adesivo. Un metodo più professionale prevede l'uso di nastro di stagno: si avvolge il giunto, si riscalda delicatamente con una fiamma per far fondere lo stagno che penetra tra i fili, creando un contatto meccanico ed elettrico robusto, e infine si isola nuovamente con nastro adesivo apposito per garantire l'isolamento elettrico completo.

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