Scintille da cortocircuito

Impianto Elettrico

Cortocircuito

Il cortocircuito è un evento drammatico che può coinvolgere l'impianto elettrico e che può avere gravi conseguenze, potendo originare incendi.

di Redazione

05 aprile 2017

Che cos'è il cortocircuito

Sono molte le occasioni della vita quotidiana in cui si può sentir parlare di cortocircuito. Con questo termine di uso ormai molto comune si indica quello che è il nemico numero uno di tutti gli impianti elettrici. Per capirlo al meglio, comunque, è indispensabile chiarire preventivamente il significato di impianto elettrico. Si tratta, sostanzialmente, dell'unione di tutti i componenti che risultano di fondamentale importanza per poter utilizzare l'energia elettrica. Primi tra questi componenti sono i fili elettrici, di differenti tipologie, utilizzati per veicolare la corrente da una parte all'altra dell'impianto. Per quanto concerne il cortocircuito, si può definire come una vera e propria reazione legata al campo della fisica. Si verifica nel momento in cui quantità eccessive di corrente percorrono i fili elettrici causando un surriscaldamento molto pericoloso per l'incolumità dell'impianto.

Quando e perché si verifica un cortocircuito

In passato, il cortocircuito era un evento che interessava specialmente gli impianti elettrici più vecchi. Oggi questo avviene molto più raramente. Il cortocircuito si verifica quando, dal punto di vista prettamente tecnico, il filo di fase entra in contatto con quello neutro. In questa circostanza, nasce quella che viene definita come tensione nulla. La corrente, in questo caso, percorre i fili senza limitazione e, quindi, in quantità eccessiva proprio perché nel suo percorso non incontra assolutamente alcuna resistenza. Questo avvenimento si può verificare in differenti circostanze. Innanzitutto da eventuali guasti all'impianto elettrico così come nel malaugurato caso in cui l'installazione dello stesso non sia stato effettuato a regola d'arte (e quindi non risulta essere a norma). Nel migliore dei casi, il cortocircuito, invece, si origina da un elettrodomestico malfunzionante.

I pericoli che caratterizzano un cortocircuito

Il cortocircuito è un evento davvero molto grave che può portare alle conseguenze più disparate. Non sono rari gli sviluppi di incendi ed esplosioni, cause dirette di ustioni a volte anche gravissime. Incendi ed ustioni sono, non a caso, i principali pericoli che possono caratterizzare un cortocircuito. Questo avviene per le caratteristiche proprie dell'evento, ovvero un aumentato livello di corrente che passa nei fili che, di conseguenza, risultano essere soggetti ad un particolare surriscaldamento. La temperatura che si può raggiungere arriva facilmente a 1000 gradi e già questo valore indica il livello di pericolosità di un evento di questa tipologia. In alcune condizioni è possibile che da un cortocircuito si originino delle pericolose esplosioni che possono anche avere delle gravi conseguenze per coloro che eventualmente si trovino nelle vicinanze nel momento in cui avviene il cortocircuito.

Come evitare che si verifichi un cortocircuito

Essere certi che il proprio impianto elettrico sia a norma è la prima regola per cercare di evitare il cortocircuito. La normativa cui fare riferimento è la CEI 64-8 Variante 3. Con l'installazione del salvavita è possibile evitare i danni da cortocircuito. Infatti, proprio i salvavita sono capaci di interrompere le erogazioni di energia elettrica qualora si dovesse verificare qualche dispersione di corrente. Il fusibile è un altro elemento che, secondo i più, serve ad arginare le problematiche da cortocircuito, specialmente quando ci si riferisce alle esplosioni. Il fusibile infatti, sia esso di vetro o di ceramica, contiene al suo interno un filo metallico che, in caso di problemi, fonde per gli aumentati livelli di corrente elettrica evitando esplosioni seriali. Importante risulta non sovraccaricare le prese elettriche, privilegiando le cosiddette ciabatte all'utilizzo delle prese multiple.

Come riuscire ad individuare un cortocircuito

Imparare ad individuare un cortocircuito significa comprendere da cosa esso si sia particolarmente originato nel momento stesso in cui si manifesta (quando salta la corrente). La corrente elettrica non va assolutamente riattaccata se non prima si individua la causa principale in quanto il rischio concreto è quello di rimanere fulminati. Tutte le prese degli elettrodomestici vanno staccate. Questo serve per verificare se il problema riguarda l'impianto oppure qualche elettrodomestico. Se la corrente continua a saltare nonostante tutto sia staccato, allora il problema è all'impianto. In questo caso è indispensabile chiamare un elettricista di fiducia a cui far controllare le condizioni dell'impianto stesso in maniera sicura. Se non vi sono problemi, significa che il cortocircuito è causato da una delle apparecchiature collegate. Per individuare quella incriminata, occorre attaccarle una alla volta e verificare che, inserita la presa non si crei il problema.

Come comportarsi

Dal momento che il cortocircuito è un evento che può davvero riguardare chiunque, risulta di fondamentale importanza sapere esattamente come comportarsi nel caso di cortocircuito. Il panico è una reazione che va assolutamente evitata. Infatti è la maniera peggiore di reagire perché si possono mettere in atto delle manovre errate. La regola fondamentale da imparare consiste nel non spegnere mai gli incendi generati da un cortocircuito utilizzando l'acqua. La reazione che ne potrebbe derivare avrebbe, infatti, conseguenze anche mortali. La modalità migliore di spegnere gli incendi di questa tipologia è utilizzare gli estintori a base di polvere o anidride carbonica. La puzza di plastica bruciata caratterizza quasi tutti i cortocircuiti e consente, seguendo gli odori, di individuare quali siano l'impianto o la presa coinvolti nella problematica.

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Domande frequenti

  • Quali sono i segnali immediati che indicano un possibile cortocircuito?
    Il sintomo più evidente e immediato è lo scatto automatico degli interruttori, in particolare del salvavita o dei magnetotermici, che interrompono l'erogazione della corrente per proteggere l'impianto. Un altro segnale distintivo è l'emissione di un forte odore di plastica bruciata o isolante surriscaldato proveniente da prese, interruttori o quadri elettrici. Potresti inoltre notare scintille visibili, rumore di scoppiettii o calore anomalo nelle zone circostanti le prese. Se noti questi segni, non ignorarli: rappresentano un avvertimento critico che richiede un intervento immediato per prevenire danni maggiori o incendi.
  • Posso usare l'acqua per spegnere un incendio causato da un cortocircuito?
    Assolutamente no. L'acqua è un ottimo conduttore di elettricità e il suo utilizzo su un incendio di origine elettrica, ancora alimentato dalla corrente, comporta un rischio letale di folgorazione per chi cerca di intervenire. Inoltre, l'acqua può aggravare la situazione causando ulteriori cortocircuiti o esplosioni di vapore. L'unica procedura corretta è staccare immediatamente la corrente generale dall'interruttore principale. Una volta accertato che l'impianto è disalimentato, puoi procedere allo spegnimento utilizzando esclusivamente estintori specifici per fuochi di classe C (elettrici), come quelli a polvere o anidride carbonica, mai acqua.
  • Come faccio a capire se il cortocircuito dipende dall'impianto o da un elettrodomestico?
    Per identificare la fonte del problema, segui una procedura sistematica di esclusione. Stacca innanzitutto tutte le spine degli elettrodomestici collegati alle prese interessate. Successivamente, prova a riattivare l'interruttore o il salvavita. Se la corrente rimane stabile, il problema risiedeva in uno degli apparecchi staccati; dovrai quindi reinserirli uno alla volta per individuare quello difettoso. Se, invece, l'interruttore scatta nuovamente nonostante tutte le prese siano vuote, il guasto è localizzato nell'impianto elettrico strutturale. In questo secondo caso, non tentare riparazioni fai-da-te ma contatta urgentemente un elettricista qualificato per un controllo sicuro.
  • A cosa servono il salvavita e il fusibile nel prevenire i danni da cortocircuito?
    Il salvavita (o interruttore differenziale) è progettato principalmente per rilevare dispersioni di corrente verso terra, proteggendo le persone dalle folgorazioni, ma contribuisce anche alla sicurezza generale dell'impianto. Il dispositivo specifico per i cortocircuiti e i sovraccarichi è il magnetotermico (spesso confuso con il fusibile nei sistemi moderni). Nei sistemi più vecchi, il fusibile agisce fondendosi fisicamente quando la corrente supera un limite sicuro, interrompendo il circuito e prevenendo il surriscaldamento dei cavi. Entrambi gli elementi sono fondamentali: il primo protegge la salute umana, mentre il secondo (o il magnetotermico) protegge l'infrastruttura elettrica da incendi e danni strutturali dovuti al calore eccessivo.
  • È vero che i cortocircuiti avvengono solo negli impianti vecchi?
    No, questa è un'idea errata. Sebbene gli impianti obsoleti siano statisticamente più a rischio a causa dell'invecchiamento dell'isolamento dei cavi e della mancanza di normative moderne, i cortocircuiti possono verificarsi ovunque. Le cause principali includono installazioni non a norma eseguite in passato, deterioramento degli isolamenti per usura naturale, danni meccanici ai cavi (ad esempio durante lavori di muratura) o, molto frequentemente, il malfunzionamento di elettrodomestici e dispositivi elettronici. Anche un nuovo impianto può subire un cortocircuito se vengono utilizzate prese multiple sovraccaricate o se si connettono apparecchi difettosi. La manutenzione periodica e il rispetto della norma CEI 64-8 sono essenziali indipendentemente dall'età dell'edificio.

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