Copertura tetto ventilato

Coperture tetti

Copertura tetto ventilato

La copertura tetto ventilato è una copertura a falde completamente isolante ed assicura un'assoluta impermeabilità ed un ottimo isolamento termico.

di Redazione

28 marzo 2017

Cos'è la copertura tetto ventilato

Per copertura tetto ventilato si intende una copertura a falde inclinate con un intercapedine che ha uno spessore che varia tra 6-10 cm, a seconda della lunghezza della falda, l'inclinazione e il clima dell'ambiente dove è situato l'edificio. Una copertura tetto ventilato serve a migliorare l'abitabilità di un' abitazione, in estate, con il riscaldamento dei raggi solari, l'aria che si trova nell'intercapedine si scalda e fuoriesce dal colmo a causa delle correnti ascensoriali, favorendo l'ingresso dell'aria fresca, che passa attraverso le aperture della gronda. In inverno, l'intercapedine, invece, favorisce l'uscita del vapore acqueo, non facendo formare la condensa. La copertura tetto ventilato può essere applicata sia in un edificio da ristrutturare che in un edificio di nuova costruzione. Nel primo caso basta modificare la parte di copertura, nel secondo caso si dovrà applicare lo stato di stratificazione del tetto. La realizzazione della copertura tetto ventilato viene presa in considerazione anche per rendere abitabile un sottotetto, soprattutto da quando anche le norme regionali permettono questo intervento.

Tipologie e norme sulla copertura tetto ventilato

La funzione della copertura tetto ventilato è quella di creare un isolamento termico nell'ambiente. Secondo la norma UNI9460, un tetto ventilato è considerato obbligatorio per ogni tetto a falde che abbia una struttura in cemento armato o legno. Per avere un ottimo isolamento termico devono essere seguiti criteri ben precisi nella creazione dell'intercapedine e lo spessore deve essere costante su tutte le falde, ottenendo così un risparmio energetico del 40%. Esistono due tipi di copertura ventilata. La copertura tetto non isolata ventilata nella quale esiste uno strato di ventilazione al di sotto della tenuta che serve a rendere migliore la copertura in clima estivo, riducendo gli effetti del riscaldamento provocato dai raggi solari. Questa copertura è usata nell'edilizia agricola. La copertura tetto isolata ventilata, che è quella che offre migliori garanzie di funzionamento, in quanto la sua stratificazione evita la formazione di condense. Con questa copertura si può anche rendere un sottotetto abitabile.

Come è fatta

Una copertura tetto ventilato è costituito da strati che dal basso vanno verso l'alto. Si inizia con la struttura portante che può essere fatta con tralicci in acciaio, calcestruzzzo armato, travi in legno. La barriera del vapore, che serve a proteggere l'isolante dalla formazione di condensa e va posto al lato dell'ambiente riscaldato. Si tratta di un foglio fatto con materiale impermeabile e traspirante ad uno o più strati. L'isolante, che serve da isolante termico per la struttura, agendo come barriera caldo-freddo e che si presenta in forma di pannelli di fibre sintetiche o naturali. L'intercapedine areata, alla quale vengono fissati gli elementi di fissaggio per i manti di copertura. Ed infine il manto di copertura che varia a seconda del gusto del committente, quindi coppi, tegole etc. È importante sapere che la realizzazione di un tetto ventilato è detraibile in misura del 50% - 65%. Quindi è bene informarsi su quale sia la forma migliore per richiedere questo vantaggio in base alle vostre esigenze.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra un tetto ventilato isolato e uno non isolato?
    La distinzione fondamentale risiede nella presenza o meno dello strato isolante termico. Il tetto ventilato non isolato prevede solo uno strato di ventilazione sotto la tenuta, utile principalmente in climi estivi per disperdere il calore solare; è tipico dell'edilizia agricola. Al contrario, il tetto ventilato isolato integra pannelli isolanti (in fibre sintetiche o naturali) tra la struttura e l'intercapedine. Questa configurazione offre prestazioni superiori, evitando la formazione di condensa grazie alla corretta stratificazione e garantendo un comfort termico ottimale, rendendolo ideale per rendere abitabili i sottotetti e rispettare le normative energetiche vigenti.
  • Quanto spesso deve essere realizzata l'intercapedine di ventilazione?
    Lo spessore dell'intercapedine, ovvero lo spazio d'aria che permette il ricambio termico, varia generalmente tra i 6 e i 10 centimetri. Questa misura non è fissa ma dipende da tre fattori chiave: la lunghezza della falda, l'inclinazione del tetto e il clima specifico della zona in cui sorge l'edificio. Mantenere uno spessore costante su tutte le falde è cruciale per garantire un'efficace corrente ascensionale dell'aria calda in estate e l'espulsione del vapore acqueo in inverno, massimizzando il risparmio energetico fino al 40% rispetto a soluzioni meno efficienti.
  • Come funziona il principio di ventilazione naturale del tetto?
    Il sistema sfrutta il fenomeno fisico delle correnti ascensionali. In estate, i raggi solari scaldano l'aria presente nell'intercapedine; quest'aria calda tende a salire e fuoriesce dal colmo (la sommità del tetto), creando una depressione che richiama aria fresca dall'esterno attraverso le aperture poste alla gronda (il bordo inferiore). In inverno, il meccanismo aiuta a espellere il vapore acqueo prodotto dagli ambienti interni, impedendone la condensazione sulle strutture fredde e proteggendo l'isolante dall'umidità, mantenendo così inalterate le proprietà termiche dell'edificio.
  • Quali sono gli strati che compongono una copertura tetto ventilato?
    La stratificazione, dal basso verso l'alto, comprende: 1) La struttura portante (travi in legno, acciaio o calcestruzzo); 2) La barriera al vapore, un telo impermeabile e traspirante posto lato ambiente riscaldato per bloccare la condensa interna; 3) L'isolante termico, solitamente pannelli in fibre naturali o sintetiche; 4) L'intercapedine areata, spazio vuoto per la circolazione dell'aria; 5) Il manto di copertura finale, composto da coppi, tegole o altri materiali estetici e protettivi. Ogni strato ha una funzione specifica per garantire stabilità, isolamento e durata.
  • È possibile ottenere agevolazioni fiscali per la realizzazione di un tetto ventilato?
    Sì, la realizzazione di un tetto ventilato rientra nelle opere di riqualificazione energetica e può beneficiare di detrazioni fiscali significative. Attualmente, l'aliquota di detrazione varia dal 50% al 65%, a seconda della tipologia di intervento e degli standard di efficienza raggiunti. È fondamentale documentare correttamente la spesa e verificare i requisiti tecnici specifici richiesti dalle normative vigenti per accedere al bonus. Consultare un professionista abilitato è consigliato per determinare la soluzione ottimale che massimizzi il beneficio fiscale nel rispetto del proprio progetto edilizio.