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Calcolo Tarsu

Che cos'è la TARSU? Come si effettua il calcolo Tarsu? Ecco come fare per calcolare l'imposta sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti in modo semplice, veloce ed intuitivo.

di Redazione

10 novembre 2016

Cos'è la TARSU

La tarsu ovvero, tassa smaltimento rifiuti solidi urbani, è un'imposta dovuta al comune per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Questa tassa è stata imposta dal Decreto Legislativo n.507/1993 in cui furuno descritti e regolati i vari parametri che sarebbero andati poi ad influire, in base ai casi specifici, sulla somma da versare per ogni cittadino. La tarsu, però, è una tassa che, nella maggior parte dei comuni, non viene imposta per il servizio "pratico" di raccoglimento dei rifiuti, ma per la superficie e la quantità di rifiuti che i cittadini residenti in un determinato locale, in territorio comunale ovviamente, potrebbero produrre.

Il calcolo TARSU

In base alla definizione di tarsu, ovvero imposta relativa alla quantità di rifiuti che un determinato locale in base alla propria funzione e al proprio numero di inquilini potrebbe produrre, esistono varie categorie di immobili che portano ad un differente calcolo dell'imposta. Il primo parametro per il calcolo della TARSU è quindi la categoria dell'immobile in cui si abita (o lavora nel caso di uffici o locali di lavoro); il secondo parametro invece è la superficie del locale stesso, espressa in mq. Ogni categoria associa un determinato valore in euro ad un singolo metro quadro, che moltiplicato per il numero di metri quadrati da il valore da pagare dell'imposta. Ogni comune ha diversi valori per categoria ed è quindi impossibile dare un valore generale e comune per tutti i cittadini. In alcuni comuni, la tassa, viene influenzata anche dal numero di cittadini che abitano il locale preso in riferimento.

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Domande frequenti

  • Come funziona esattamente il calcolo della TARSU?
    Il calcolo della TARSU si basa principalmente su due parametri: la categoria catastale dell'immobile e la sua superficie in metri quadri. Ogni categoria (ad esempio abitazioni, uffici, negozi) è associata a un valore tariffario specifico espresso in euro al metro quadro. Per ottenere l'importo dovuto, basta moltiplicare la superficie dell'immobile per il valore corrispondente alla sua categoria. È importante notare che le tariffe variano da comune a comune, poiché ogni amministrazione locale stabilisce autonomamente i prezzi in base ai costi del servizio di raccolta rifiuti.
  • Il numero di abitanti influenza il costo della TARSU?
    Nella maggior parte dei casi, la TARSU era calcolata in base alla sola superficie e alla destinazione d'uso dell'immobile, indipendentemente dalle persone che vi risiedevano. Tuttavia, alcune amministrazioni comunali potevano introdurre coefficienti aggiuntivi legati al numero di componenti del nucleo familiare o alla presenza di attività commerciali specifiche. Oggi, con l'introduzione della Tari, il calcolo tiene maggiormente conto della consistenza dell'immobile e delle caratteristiche produttive, mentre il fattore anagrafico ha perso gran parte della sua rilevanza diretta rispetto al passato.
  • Qual è la differenza tra TARSU e TARI?
    La TARSU (Tassa Rifiuti Solidi Urbani) è stata sostituita dalla TARI (Tassa Rifiuti) nel 2014. Mentre la TARSU era calcolata quasi esclusivamente sulla base della superficie degli immobili e delle loro categorie, la TARI introduce criteri più equi che considerano anche la tipologia di utenza (domestica o non domestica) e, in misura minore, il numero di occupanti per le abitazioni principali. La TARI mira a far pagare il servizio in proporzione effettiva ai rifiuti prodotti, riducendo il peso fisso legato solo agli spazi disponibili.
  • Chi deve pagare la tassa sui rifiuti?
    Sono tenuti al pagamento della tassa tutti coloro che occupano, utilizzano o possiedono immobili, terreni o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti solidi urbani o assimilabili. Questo include sia i proprietari che gli occupants a titolo diverso (come affittuari o comodatari). L'obbligo nasce dal fatto che la disponibilità dello spazio implica potenzialmente la produzione di rifiuti. Anche le seconde case e i locali non utilizzati sono generalmente soggetti al pagamento, salvo specifiche esenzioni previste dai regolamenti comunali.
  • Posso ridurre il importo della tassa se produco meno rifiuti?
    Con il sistema storico della TARSU, era difficile ottenere riduzioni dirette legate alla quantità effettiva di rifiuti prodotti, poiché la tassa era legata alla superficie. Con la vigente TARI, è possibile beneficiare di riduzioni o esenzioni in casi specifici, come la presenza di familiari portatori di handicap grave, la detrazione per famiglie numerose o la riduzione per chi effettua una raccolta differenziata particolarmente efficiente. Inoltre, per le attività commerciali, il calcolo può essere modulato in base alle effettive dimensioni e tipologie di rifiuto generati, richiedendo spesso la presentazione di dati precisi all'amministrazione locale.