Grandi pannelli per sfruttare l'effetto fotovoltaico

Impianto fotovoltaico

Effetto fotovoltaico

L'effetto fotovoltaico è il principio che permette ad un certo materiale di assorbire la luce del sole per trasformarla in energia elettrica.

di Redazione

28 marzo 2017

Cosa è l'effetto fotovoltaico

L'effetto fotovoltaico è l'effetto, su cui si basa la tecnologia dei pannelli solari, secondo il quale se un determinato tipo di materiale viene colpito direttamente dalla luce solare, è in grado di trasformarla in energia elettrica. I materiali in grado di svolgere al meglio questa funzione sono i semiconduttori, i quali sollecitati da un fotone abbastanza energetico, spostano un elettrone dalla banda di valenza alla banda di conduzione, e il materiale diventa un conduttore. L'elettricità viene prodotta grazie alla presenza dei droganti, piccole impurità, che formano all'interno del semiconduttore due strati, uno a carica positiva e uno negativo. Nella zone di contatto tra i due strati si crea così un forte campo elettrico. Il materiale principalmente utilizzato a tale scopo è il silicio, i cui cristalli sono la principale componente dei pannelli fotovoltaici. Ogni cristallo di silicio viene posto in una cella, la quale è collegata in serie ad altre formando un pannello.

Applicazioni pratiche dell'effetto fotovoltaico

L'effetto fotovoltaico viene sfruttato per la produzione di energia elettrica tramite dei pannelli, detti fotovoltaici, i quali collegati tra loro forniscono un quantitativo prestabilito di elettricità. In questo modo si possono creare piccole isole fotovoltaiche, sufficienti per i fabbisogni energetici di una singola abitazione, o grandi centrali solari, in grado di fornire consistenti quantitativi di elettricità. L'efficienza di tali impianti dipende dalla regione nei quali sono installati, in quanto alte latitudini presentano un irradiazione solare minore rispetto a regioni più a sud. I vantaggi degli impianti che sfruttano l'effetto fotovoltaico è che possono essere indipendenti dalle reti elettriche convenzionali, e quindi sono molto utili per alimentare strutture poste in luoghi isolati o piccoli apparecchi, per i quali non conviene creare un collegamento alla rete pubblica. Altro campo nel quale viene sfruttato l'effetto fotovoltaico è la ricerca spaziale, dove molte sonde sono alimentate grazie ai pannelli solari.

Storia delle ricerche sull'effetto fotovoltaico

Fin dall'antichità l'uomo ha cercato di sfruttare la luce solare. La leggenda vuole che Archimede concentrò i raggi solari sulle navi nemiche per incendiarle e difendere così la città di Siracusa. Ma fu nel 1839 che per la prima volta venne definito l'effetto fotovoltaico, quando il fisico francese Becquerel si accorse che alcuni materiali, se esposti alla luce solare, generavano un piccolo flusso di corrente elettrica. Nel 1921 Einstein vinse il premio nobel per lo studio dell'effetto fotoelettrico, ovvero l'emissione di elettroni data da una superficie esposta ad una radiazione elettromagnetica, come ad esempio un certo tipo di fotone. Solo nel 1955 si arrivò alla costruzione della prima cella fotovoltaica, in grado di sfruttare l'effetto fotovoltaico in modo vantaggioso, e il materiale scelto per la loro costruzione è il silicio in forma cristallina. Nel 1958, l'effetto fotovoltaico è sfruttato per alimentare un satellite orbitante, e il suo successo renderà l'energia solare una delle principali fonti di elettricità per le sonde spaziali. Nel nuovo millennio la produzione di energia da pannelli fotovoltaici cresce sempre più, grazie alla diminuzione dei costi e il miglioramento dei rendimenti.

Domande frequenti

  • Come funziona esattamente l'effetto fotovoltaico nei pannelli?
    L'effetto fotovoltaico si verifica quando la luce solare colpisce un materiale semiconduttore, tipicamente il silicio. L'energia dei fotoni solari sposta gli elettroni dalla banda di valenza a quella di conduzione, creando corrente elettrica. All'interno della cella solare, la presenza di droganti (impurità) genera due strati con cariche opposte (positiva e negativa). La zona di contatto tra questi strati crea un campo elettrico interno che guida gli elettroni liberi, permettendo il flusso di corrente continua utilizzabile per alimentare dispositivi elettrici.
  • Quali sono i principali vantaggi di un impianto fotovoltaico autonomo?
    Il vantaggio principale è l'indipendenza dalla rete elettrica convenzionale. Gli impianti fotovoltaici sono ideali per alimentare abitazioni isolate, rifugi di montagna o strutture remote dove collegarsi alla rete pubblica sarebbe economicamente proibitivo o tecnicamente impossibile. Inoltre, permettono di produrre energia pulita e rinnovabile direttamente sul luogo di consumo, riducendo le perdite di trasmissione e l'impatto ambientale legato alle infrastrutture tradizionali.
  • Dove viene storicamente applicato l'effetto fotovoltaico oltre agli impianti terrestri?
    Un'applicazione cruciale e storica è nel settore aerospaziale. Dal 1958, quando l'effetto fotovoltaico iniziò ad alimentare satelliti in orbita, l'energia solare divenne la fonte primaria per sonde spaziali e stazioni orbitali. Questa applicazione dimostra l'affidabilità della tecnologia anche in ambienti estremi, lontani dalla Terra, dove i pannelli solari garantiscono un rifornimento costante ed efficiente di elettricità senza bisogno di combustibili chimici pesanti.
  • Perché l'efficienza degli impianti varia da regione a regione?
    L'efficienza di un impianto fotovoltaico dipende fortemente dall'irraggiamento solare disponibile nella zona di installazione. Le regioni situate a latitudini più basse, vicine all'equatore, ricevono una maggiore intensità e durata della luce solare diretta rispetto alle aree a latitudini elevate. Di conseguenza, gli stessi pannelli producono più energia nelle zone soleggiate del Sud Italia rispetto a quelle del Nord, influenzando direttamente il ritorno economico e la progettazione dell'impianto.
  • Chi ha scoperto l'effetto fotovoltaico e quando?
    La scoperta risale al 1839, quando il fisico francese Edmond Becquerel notò che certi materiali esposti alla luce generavano una piccola corrente elettrica. Successivamente, Albert Einstein vinse il Nobel nel 1921 per aver spiegato il fenomeno fisico sottostante (effetto fotoelettrico). Tuttavia, la prima cella fotovoltaica pratica e utile fu costruita solo nel 1955 utilizzando silicio cristallino, aprendo la strada alla moderna tecnologia solare commerciale.