Fiori di Orchidee

Orchidea

Coltivare orchidee

Coltivare Orchidee è una vera soddisfazione. Sono fiori appartenenti alle Orchidaceae, belli e delicati. Tantissimi i colori, altrettante le varietà.

di Redazione

17 marzo 2017

L'irrigazione ideale per le Orchidee

Nel coltivare Orchidee è importantissimo conoscere a fondo le esigenze di queste piante per ottenere dei buoni risultati. Le annaffiature e la loro frequenza variano soprattutto in relazione alla tipologia di Orchidea di fronte a cui ci si trova. E' indispensabile, quindi, un approccio di tipo differente. Gran parte delle specie di Orchidee esistenti risultano essere di tipo epifita. Ciò significa che appartengono a quella classe che ha radici pendenti e cresce normalmente sugli alberi (ad esempio la varietà "Cymbidium"). Le Orchidee terricole, invece, sono quelle che crescono radicate al suolo (ad esempio le "Cypripedium"). Le annaffiature vanno somministrate una volta a settimana per le epifite, due volte per le terricole. Le dosi non devono risultare troppo eccessive dato che le Orchidee temono parecchio il marciume radicale che ne deriverebbe.

Come coltivare Orchidee in modo corretto

A seconda che ci si accinga a coltivare Orchidee di tipo epifite o terricole sarà necessario scegliere differenti tipologie di substrato. Per le epifite deve essere drenante per garantire alla radice di crescere comodamente senza che il terreno la soffochi. Risultano perfette le fibre di cocco sminuzzate così come, generalmente, le cortecce di conifere sterilizzate. Le Orchidee terricole prediligono un terriccio per piante d'appartamento da mescolare con un terriccio appositamente studiato per le Orchidee. La moltiplicazione avviene esclusivamente nella stagione primaverile per divisione, in occasione del rinvasamento dell'Orchidea. Gli steli, in quest'occasione, vanno tagliati e divisi, immergendone la base negli ormoni radicanti. La piantagione avviene successivamente sottovetro finché non si formano le prime radici.

La concimazione perfetta nella coltivazione delle Orchidee

La concimazione è un aspetto importantissimo quando si parla di piante, specialmente nel caso in cui si tratti di fiori delicatissimi come lo sono le Orchidee. Le stagioni in cui bisogna provvedere alla concimazione dell'Orchidea sono esclusivamente la primavera e l'estate. L'ideale sarebbe utilizzare un fertilizzante spray da nebulizzare direttamente sulle radici della pianta con una frequenza di circa 2-3 volte al mese. In alternativa, è possibile acquistare appositi concimi per Orchidee anche in formato liquido da diluire direttamente con l'acqua utilizzata per le irrigazioni. Azoto, fosforo e potassio sono gli elementi che non devono assolutamente mancare. Importantissimi anche alcuni microelementi come il ferro, il rame e il manganese. In vista della ripresa vegetativa, va somministrato maggiore azoto. Durante la fioritura, invece, va diminuito a vantaggio del fosforo.

Esposizione ideale e possibili malattie

La luce è un elemento di importanza indiscutibile per fare in modo che le Orchidee possano crescere in maniera corretta. I raggi diretti del sole, invece, vanno assolutamente evitati. La temperatura ideale varia da specie a specie. Generalmente essa è compresa tra i 27°C e i 32°C per la massima giornaliera e tra i 10°C e 15°C di minima notturna. Ad esempio, la temperatura è compresa tra i 27°C e i 10°C per la "Cymbidium", tra i 30°C e i 13°C per la "Cattleya" e tra i 32°C e i 15°C per le varietà "Vanda" e "Phalaenopsis". Occorre sempre che le piante siano collocate al riparo dalle correnti d'aria. L'umidità è un fattore indispensabile nel coltivare Orchidee, dal momento che queste sono piante tropicali. Differenti le malattie che possono riguardare le Orchidee, come la "Cocciniglia farinosa" che si manifesta con macchie bianche sulle foglie da eliminare con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol. Errate annaffiature possono, inoltre, portare all'ingiallimento definitivo della pianta.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza fondamentale nell'annaffiare le orchidee epifite rispetto a quelle terricole?
    La distinzione principale risiede nel substrato di crescita naturale e, di conseguenza, nelle esigenze idriche. Le orchidee epifite, come le Cymbidium, vivono sugli alberi e hanno radici pendenti; richiedono annaffiature più leggere, generalmente una volta a settimana, poiché temono fortemente il ristagno idrico che causa marciumi radicali. Al contrario, le orchidee terricole, come le Cypripedium, crescono nel suolo e necessitano di una frequenza doppia, ovvero due annaffiature settimanali. In entrambi i casi, è cruciale evitare l'eccesso d'acqua per prevenire danni irreparabili all'apparato radicale.
  • Quale substrato è consigliato per il rinvaso delle orchidee epifite?
    Per le orchidee epifite, il substrato deve essere altamente drenante e aerato per permettere alle radici di respirare e crescere liberamente senza soffocarsi. Non si utilizza terra comune. I materiali ideali includono fibre di cocco sminuzzate o corteccia di conifere sterilizzata. Questi componenti garantiscono il giusto equilibrio tra ritenzione idrica e permeabilità all'aria. Al contrario, le orchidee terricole richiedono un mix diverso, ottenuto dall'unione di terriccio per piante d'appartamento e terricci specifici per orchidee, per simulare meglio il loro ambiente naturale di suolo.
  • Come e quando effettuare la concimazione delle orchidee?
    La concimazione è essenziale e va effettuata esclusivamente durante la primavera e l'estate, periodi di attiva crescita. Si consiglia l'uso di fertilizzanti liquidi da diluire nell'acqua di irrigazione o spray da nebulizzare sulle radici, con una frequenza di 2-3 volte al mese. È fondamentale variare gli elementi nutritivi: aumentare l'azoto in vista della ripresa vegetativa per favorire la crescita fogliare, e ridurlo a favore del fosforo durante la fase di fioritura per stimolare la produzione di fiori. Non devono mai mancare microelementi come ferro, rame e manganese.
  • Quali sono le condizioni di luce e temperatura ottimali per le orchidee?
    Le orchidee richiedono molta luce indiretta; i raggi solari diretti vanno assolutamente evitati perché potrebbero bruciare le foglie. Per quanto riguarda la temperatura, essa varia in base alla specie, ma generalmente oscilla tra i 27-32°C di giorno e i 10-15°C di notte. Ad esempio, le Phalaenopsis preferiscono temperature fino a 32°C di giorno, mentre le Cattleya si adattano bene a picchi di 30°C. È vitale collocare le piante lontano da correnti d'aria fredda o calda diretta, mantenendo un ambiente umido che simuli il loro habitat tropicale.
  • Come si moltiplicano le orchidee e quando farlo?
    La moltiplicazione delle orchidee avviene quasi esclusivamente per divisione dei cespi ed è un'operazione delicata che va eseguita solo in primavera, coincidente con il periodo di rinvaso. Durante questa operazione, gli steli vengono tagliati e divisi con cura. Per aumentare le probabilità di attecchimento, la base delle nuove divisioni va immersa in ormoni radicanti prima della messa a dimora. Le nuove piante vanno poi custodite sottovetro per mantenere alta l'umidità e proteggere la giovane pianta finché non si sviluppano le prime radici solide, segno che la nuova pianta è autonoma.
  • Come riconoscere e trattare la cocciniglia farinosa sulle orchidee?
    La cocciniglia farinosa è uno dei parassiti più comuni e fastidiosi per le orchidee. Si riconosce facilmente dalla presenza di piccole macchie bianche, cotonose e polverose sulle foglie e sui fusti. Il trattamento immediato consiste nell'eliminare meccanicamente il parassita utilizzando un batuffolo di cotone imbevuto di alcol denaturato, che agisce sia disidratando l'insetto sia disinfettando la zona. È importante ispezionare regolarmente la pianta, soprattutto sotto le foglie, per intercettare eventuali infestazioni prima che diventino croniche e compromettano la salute generale dell'orchidea.