Albero castagno

Orto

Coltivazione funghi porcini

La coltivazione funghi porcini non è una coltivazione facile, esistono però delle astuzie che possono facilitare l'impresa. Vediamo insieme quali.

di Redazione

01 marzo 2017

Come predisporre una coltivazione funghi porcini

Se il vostro sogno è quello di gustare dei porcini provenienti direttamente dal vostro orto senza impiegare tempo per la loro ricerca, l'unica strada da intraprendere è quella della micorizzazione, ovvero una tecnica utilizzata per creare un rapporto di simbiosi tra le radici del fungo e piante a lui superiori. È dover dire che questa tecnica non è molto semplice e potrebbe anche non dare i risultati sperati, però provare non costa nulla. Prendete quindi un porcino, toglietegli le radici e scegliete una pianta con la quale possa instaurare un rapporto stretto di simbiosi. Per questa operazione sono molto indicate le quercie e i castagni, queste piante infatti sono in grado di dare al fungo le sostanze nutritive in grado di farlo nascere e crescere nel modo migliore.

L'importanza dell'habitat per la coltivazione funghi porcini

L'ambiente in cui si sviluppa la crescita del fungo porcino è senza ombra di dubbio un microsistema complesso dato da una serie di fattori strettamente collegati tra loro esposizione alla luce del sole, la temperatura e l'umidità. Per facilitare la proliferazione del fungo porcino sarebbe buona norma quella di utilizzare del terriccio dove già negli anni passati è nato e cresciuto questo particolare essere vivente, oltre a questo potrebbe essere d'aiuto aggiungere al terreno anche delle piante con infestazione micotica e delle spore di porcini, facilmente reperibili in qualsiasi negozio di giardinaggio ben fornito. Per ammortizzare i costi della coltivazione funghi porcini che, come precedentemente detto spesso non arrivano a dar risultati, si potrebbe pensare di associare anche la coltura di tartufi, lavanda e orzo.

Un bene per la riforestazione

Oltre al fattore puramente gastronomico, la coltivazione funghi porcini viene impiegata anche in progetti di riforestazione dl territorio, la base sulla quale viene infatti coltivato funge da terreno di crescita per il sottobosco e piante. Il terriccio infatti è molto fertile e ricco di sostanze nutritive, per questo la presenza di piccoli arbusti non tarda a farsi strada dopo la crescita dei funghi. Generalmente, perché questo processo arrivi a maturazione, è necessario aspettare dai quattro ai cinque anni, al termine di questo lasso di tempo abbastanza lungo si potranno notare i primi segni della riforestazione e, se siamo fortunati, riuscire a gustare qualche fungo dalle qualità biologiche e naturalmente buono e sano.

Domande frequenti

  • È possibile coltivare i porcini in vaso o in giardino come si fanno le erbe aromatiche?
    La coltivazione del porcino (Boletus edulis) non avviene come per le comuni piante ornamentali o orticole, poiché non si semina semplicemente nel terreno. Il metodo corretto è la micorizzazione, una simbiosi tra le radici del fungo e quelle di alberi specifici, principalmente querce e castagni. Non puoi ottenere un porcino piantando una spora nel terra di un vaso; hai bisogno di un albero ospite che abbia sviluppato il rapporto simbiotico necessario. Pertanto, la 'coltivazione' richiede spazio esterno, alberi adulti o giovani da inoculare e pazienza, rendendo impossibile l'approccio tradizionale da balcone o giardino piccolo.
  • Quanto tempo ci vuole per vedere i primi frutti dopo aver inoculato gli alberi?
    I tempi sono molto lunghi e richiedono una grande dose di pazienza. Una volta effettuata la micorizzazione sulle radici degli ospiti (come querce o castagni), possono passare dai tre ai cinque anni prima che si manifestino i primi segnali di successo. In molti casi, il processo di stabilizzazione del rapporto simbiotico richiede ancora più tempo. Inoltre, non c'è garanzia di riuscita: il fungo potrebbe non attecchire o le condizioni ambientali potrebbero non essere ideali. Quindi, chi intraprende questa impresa deve considerare un investimento a medio-lungo termine, lontano dalla gratificazione immediata tipica dell'orto domestico.
  • Che tipo di terreno e ambiente sono necessari per far crescere i porcini?
    Il porcino necessita di un microsistema complesso e specifico. Il terreno ideale è ben drenato, ricco di sostanza organica e leggermente acido. È fondamentale replicare le condizioni del sottobosco: umidità costante ma senza ristagni idrici, temperature miti e un'ombra parziale filtrata dalla chioma degli alberi ospitanti. Utilizzare terriccio prelevato da zone dove i porcini crescono spontaneamente può aumentare le probabilità di successo, introducendo spore e miceli nativi. Tuttavia, l'esposizione diretta al sole cocente o il vento forte possono compromettere lo sviluppo, richiedendo una selezione accurata del luogo di impianto.
  • Posso coltivare i porcini insieme ad altre piante per ridurre i rischi?
    Sì, associare la coltura dei porcini ad altre specie può essere una strategia intelligente per diversificare i rischi e i costi. Poiché la coltivazione del fungo ha un tasso di fallimento elevato e tempi di attesa lunghi, integrarla con la produzione di tartufi, lavanda o orzo permette di avere rendite diverse nel frattempo. Questa policultura non solo ammortizza economicamente l'investimento iniziale nella micorizzazione, ma crea anche un ecosistema più resiliente. Ad esempio, la lavanda può aiutare a gestire alcuni parassiti, mentre gli alberi da tartufo condividono esigenze simili di suolo e gestione forestale, ottimizzando le cure del terreno.
  • Qual è il vantaggio ambientale di coltivare i porcini oltre al consumo alimentare?
    Oltre al valore gastronomico, la coltivazione dei porcini contribuisce attivamente alla riforestazione e al miglioramento del suolo. Il processo di micorizzazione arricchisce il terreno di nutrienti e migliora la struttura del suolo, favorendo la crescita del sottobosco e di altri arbusti. Dopo circa quattro-cinque anni, non solo si potranno raccogliere funghi biologici e sani, ma si osserverà un vero e proprio rigoglio vegetativo nell'area circostante. Questo rende la pratica utile non solo per il produttore, ma anche per l'ecosistema locale, promuovendo la biodiversità e la stabilità del paesaggio forestale.