Esempio di ventilconvettore in una stanza

Come riscaldare casa

Ventilconvettori

Alcune informazioni generali sui ventilconvettori, per capire più da vicino come funzionano e valutarne attentamente l'acquisto.

di Redazione

01 giugno 2017

A che cosa servono i ventilconvettori

I ventilconvettori, altrimenti conosciuti come fan coil, sono degli strumenti molto tecnologici e all'avanguardia che, grazie all'utilizzo di un ventilatore posizionato al loro interno, sono in grado di produrre e diffondere nell'ambiente o nella stanza di installazione dell'aria calda o fredda, a seconda delle esigenze di chi lo utilizza. In questo modo è possibile garantire un ricambio dell'aria molto efficace ma, soprattutto, una perfetta climatizzazione della stanza, per riuscire praticamente ad impostare la temperatura che si preferisce: nei ventilconvettori è inserito un dispositivo che funge da termostato, per poter regolare comodamente il livello di calore che si desidera per la stanza o per l'ambiente; inoltre ha una valvola che consente di regolare la velocità del ventilatore interno all'apparecchio, per tenerne sotto controllo l'efficienza e, soprattutto, i consumi energetici. Grazie ad un commutatore, infine, può regolare la stagione o su estate o su inverno.

Quali parti compongono un ventilconvettore

I ventilconvettori sono, tecnicamente, degli scambiatori di calore, all'interno dei quali l'aria effettua uno scambio termico con il fluido che scorre all'interno dell'apparecchio, ovvero l'acqua. La funzione del ventilconvettore è di stabilizzare la temperatura ambientale sia d'estate che di inverno. Esistono ventilconvettori a incasso, che si inseriscono nella struttura preesistente, con un piccolo condotto per l'aspirazione e l'espulsione dell'aria, oppure a mobiletto, posizionato nell'ambiente da areare dove più fa comodo, con una libera mandata d'aria. Ogni ventilconvettore presenta almeno uno scambiatore di calore, almeno un ventilatore alimentato da motore elettrico, un filtro dell'aria, un rivestimento, detto anche mantello, una vaschetta per raccogliere la condensa quando viene attivato per raffreddare. Si può scegliere tra ventilconvettori con 2 tubi, incapaci di scaldare e raffreddare contemporaneamente, o a 4 tubi, per fare entrambe le cose allo stesso tempo.

I principali vantaggi dei ventilconvettori

I ventilconvettori più avanzati, oltre a regolare e controllare la temperatura dell'aria, sono provvisti di un'Unità di Trattamento dell'Aria, per stabilizzare l'umidità e garantire un ricambio efficace. Il primo grosso vantaggio di questi apparecchi è dunque la qualità dell'aria che riescono a mantenere nelle stanze e negli ambienti in cui sono installati; i filtri inseriti al loro interno non solo regolano l'umidità, ma trattengono anche tutte le impurità, riuscendo ad evitare la formazione di muffe sulle pareti. Un altro guadagno è il maggiore comfort, rispetto all'utilizzo dei comuni radiatori, dal momento che, col riciclo d'aria, si riesce a mantenere una temperatura uniforme in tutte le stanze della casa. Infine, non bisogna dimenticare il risparmio energetico, dal momento che l'alta efficienza del ventilconvettore consente di ridurre i consumi e massimizzare l'efficienza, soprattutto se la temperatura dell'acqua viene impostata sui 50°C.

Come funzionano i ventilconvettori

Andando a vedere più nel dettaglio il funzionamento dei ventilconvettori, per prima cosa il ventilatore all'interno cattura l'aria dell'ambiente circostante da una fessura posizionata nella parte inferiore della struttura, ricevendo l'ordine o di scaldarla o di raffreddarla, a seconda delle esigenze. Appena entra nell'apparecchio l'aria per prima cosa viene filtrata e purificata dalle varie impurità presenti, poi si lascia spingere dal ventilatore verso la batteria adibita alla conversione termica, dove avviene la convezione forzata e il calore immagazzinato si scambia con l'acqua: se il comando è di riscaldare l'ambiente, il calore verrà assorbito e diffuso, se l'ordine è invece di raffreddare, il calore verrà ceduto, per emettere aria fredda. Nel momento in cui si attiva il raffreddamento dell'aria, viene automaticamente messo in funzione anche il processo di deumidificazione della stanza o dell'ambiente.

Dove vanno installati i ventilconvettori

Ci sono diverse modalità per installare i ventilconvettori, ma le più comode e diffuse sono due: come terminale del classico impianto di riscaldamento domestico o dell'ambiente di lavoro a gas, per intenderci la tradizionale caldaia a muro; in questo primo caso il ventilconvettore funziona in maniera quasi identica ad un pannello radiante, dal momento che l'assorbimento dell'aria è sostituito da un sistema equivalente ad aria forzata, per mezzo della ventola. In alternativa, si può installare il ventilconvettore alla fine di un processo di trattamento dell'aria attraverso la suddetta Unità di Trattamento dell'Aria; se si opta per questa seconda possibilità si potrebbe anche scegliere di non installare il ventilconvettore, dal momento che l'Unità funziona già da sé in maniera molto simile e ne imita da vicino il meccanismo, almeno in quelle che sono le fasi principali di assorbimento e conversione dell'aria calda o fredda dall'esterno.

Le tipologie più comuni

In base alla modalità di installazione e al diverso posizionamento, è possibile dividere il mondo dei ventilconvettori in due grandi categorie. Nel primo gruppo rientrano i ventilconvettori a parete, che si posizionano come i comuni termosifoni, con un blocco di alluminio che ospita al proprio interno sia la batteria che la ventola; in questo caso si riesce a regolare il flusso diffuso nella stanza e l'aria prima di essere emessa viene depurata ogni volta, eliminando la polvere ed eventuali germi, a differenza di quanto accade coi radiatori. Ovviamente questo richiede una più frequente pulizia dei filtri. Nel caso dei ventilconvettori a soffitto è necessaria l'installazione all'interno di un contro soffitto e l'emissione del flusso d'aria è regolata da un dispositivo nella parte bassa della parete, o con un telecomando; la diffusione omogenea dell'aria va regolata direzionando le feritoie di erogazione del flusso.

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Domande frequenti

  • È possibile installare un ventilconvettore su un impianto esistente con caldaia tradizionale?
    Sì, i ventilconvettori possono essere facilmente integrati come terminali in un impianto di riscaldamento esistente, sostituendo o affiancando i tradizionali radiatori. Funzionano sfruttando l'acqua calda prodotta dalla tua caldaia a muro, distribuendola tramite aria forzata grazie alla ventola interna. Questa configurazione permette di mantenere il sistema idraulico attuale mentre si migliora la distribuzione del calore. È fondamentale verificare che la pompa dell'impianto abbia la portata sufficiente per alimentare correttamente i nuovi ventilconvettori senza perdere pressione, garantendo così un'efficace circolazione dell'acqua calda verso tutti gli ambienti.
  • Qual è la differenza principale tra ventilconvettori a 2 tubi e quelli a 4 tubi?
    La distinzione chiave risiede nella capacità di gestione simultanea del clima. I modelli a 2 tubi possono operare solo in modalità riscaldamento O raffrescamento, a seconda della stagione: non possono scaldare e raffreddare contemporaneamente. Al contrario, i ventilconvettori a 4 tubi dispongono di due circuiti idrici separati, permettendo di fornire acqua calda a una zona dell'edificio e acqua fredda a un'altra nello stesso istante. Questa flessibilità li rende ideali per grandi edifici o uffici con zone esposte a sud e nord, dove le esigenze termiche differiscono nettamente tra le varie stanze.
  • Come contribuiscono i ventilconvettori alla qualità dell'aria e alla prevenzione della muffa?
    A differenza dei radiatori tradizionali che scaldano principalmente per irraggiamento, i ventilconvettori riciclano attivamente l'aria ambiente facendola passare attraverso filtri interni. Questi filtri trattengono polveri, allergeni e impurità, migliorando la salubrità dell'aria respirata. Inoltre, durante la modalità raffrescamento, il processo genera condensa che viene raccolta in una vaschetta, abbassando naturalmente l'umidità relativa della stanza. Mantenere un'umidità controllata è essenziale per prevenire la proliferazione di muffe e acari, problemi spesso aggravati dai sistemi di riscaldamento tradizionali che tendono ad asciugare eccessivamente l'ambiente senza depurarlo.
  • Conviene usare i ventilconvettori per risparmiare energia rispetto ai vecchi termosifoni?
    Sì, i ventilconvettori offrono generalmente un maggiore efficienza energetica, specialmente se abbinati a fonti di calore a bassa temperatura come pompe di calore o caldaie a condensazione. Poiché utilizzano la convezione forzata, distribuiscono il calore in modo più rapido e uniforme, permettendo di raggiungere la temperatura desiderata con meno sprechi. L'efficienza è massima quando l'acqua circola a temperature moderate, intorno ai 50°C, valore ottimale per molti sistemi moderni. Inoltre, la possibilità di regolare singolarmente la potenza della ventola e la temperatura in ogni stanza evita il surriscaldamento inutile, ottimizzando i consumi.
  • Cosa devo considerare per l'installazione di un ventilconvettore a soffitto?
    L'installazione a soffitto richiede la creazione di un controsoffitto o di una cassaforma apposita per nascondere il corpo del ventilconvettore e i collegamenti idraulici. Questo tipo di soluzione è esteticamente invisibile ma necessita di accesso per la manutenzione periodica dei filtri e della vaschetta di condensa. L'erogazione dell'aria avviene tramite griglie o feritoie posizionate in parete o nel controsoffitto stesso. È cruciale calcolare attentamente la direzione del flusso d'aria per garantire una distribuzione omogenea senza creare correnti fastidiose o punti freddi/calda nella stanza, orientando opportunamente le bocche di emissione.