Casa con certificato di conformità

Impianto a norma

Certificato di conformità

Il certificato di conformità serve a garantire che gli impianti realizzati in casa o in ogni edificio siano a norma e rispettino i requisiti previsti.

di Redazione

08 settembre 2016

Il certificato di conformità

Il certificato di conformità è un documento che viene rilasciato dallo stesso tecnico che ha installato l'impianto elettrico, termico, idro-sanitario, di condizionamento oppure radiotelevisivo. In questo modo il professionista installatore attesta sotto la sua personale responsabilità che l'impianto è a norma di legge ed è conforme alle richieste specifiche tecniche. Il certificato di conformità è stato introdotto dalla legge 46/1990 e poi confermato dal decreto ministeriale 37/2008, che riunisce in un unico testo tutte le varie disposizioni riguardanti gli impianti e la loro sicurezza. Lo stesso decreto ha previsto la dichiarazione di rispondenza per gli impianti per il quale non si riesce a trovare il certificato di conformità oppure che sono stati realizzati prima dell'emanazione della legge 46/1990. Questo documento deve essere redatto da uno dei soggetti autorizzati indicati all'interno dell'articolo 7 del decreto.

Il rilascio del certificato di conformità degli impianti

Il rilascio del certificato di conformità degli impianti è obbligatorio per i sistemi di automazione relativi a cancelli e porte, di prevenzione antincendio, di sollevamento (ad esempio i montacarichi, gli ascensori e le scale mobili) e di protezione degli edifici da parte delle scariche atmosferiche. Inoltre deve essere rilasciato per gli impianti termici, di condizionamento, gas, elettrici, idro-sanitari e di climatizzazione. Bisogna tenere a mente che questo documento è obbligatorio per tutti gli immobili in cui questi sistemi sono presenti, non soltanto per le abitazioni. Al tempo stesso il certificato di conformità serve per ottenere la dichiarazione di agibilità dell'edificio, il certificato di protezione incendi e, nel caso che il fabbricato ospiti un'attività commerciali, il nullaosta sanitario. Quest'ultimo viene emesso dall'ASL locale competente per territorio.

Il certificato di conformità indicazioni

Il certificato di conformità può anche essere rilasciato in base a quanto sancito dalle normative europee: in questo caso viene detto dichiarazione di conformità CE, che attesta la conformità degli impianti alle norme in questione dell'Unione Europea. Nel caso che un'impresa non rilasci il documento alla fine dei lavori, incorre in sanzioni amministrative il cui importo varia da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 10.000 euro. In secondo luogo spesso il certificato di conformità viene allegato all'atto di rogito con il quale si trasferisce l'immobile a qualunque titolo (vendita, donazione, usufrutto, trasferimento della nuda proprietà, eccetera). Non si tratta di una disposizione obbligatoria, tuttavia se il documento non viene allegato è necessario indicarlo nel contratto: poiché il compratore deve successivamente adeguare a proprie spese l'impianto, ciò determina un prezzo d'acquisto più basso.

Il modello di dichiarazione di conformità

Il modello del certificato di conformità è allegato al decreto ministeriale 37 del 22 gennaio 2008, modificato in base alle disposizioni del decreto del 19 maggio 2010. Sono inoltre previsti alcuni dati obbligatori da inserire, quali il tipo di impianto che è stato installato, i dati del proprietario dell'immobile, del committente e del responsabile tecnico che ha eseguito i lavori, l'ubicazione dell'impianto, le specifiche tecniche fissate come parametri e i materiali utilizzati. Inoltre il modello di dichiarazione di conformità viene integrato da allegati obbligatori, cioè lo schema dell'impianto o il progetto dell'impianto, il certificato con cui si attesta l'iscrizione dell'impresa che ha eseguito i lavori alla Camera di Commercio e la relazione tipologica. Quest'ultima può essere sostituita da l'elenco dei materiali. Tre copie del documento devono essere firmate dal committente e servono da ricevuta; una viene consegnata allo sportello unico dell'edilizia del Comune e un'altra copia va consegnata a chi utilizza l'impianto.

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Domande frequenti

  • Chi è tenuto a rilasciare il certificato di conformità degli impianti?
    Il certificato di conformità deve essere rilasciato esclusivamente dal tecnico installatore o dall’impresa qualificata che ha eseguito i lavori, sotto la propria responsabilità professionale. Secondo il Decreto Ministeriale 37/2008, il documento deve essere redatto da soggetti autorizzati iscritti alla Camera di Commercio e abilitati alla categoria specifica dell’impianto (elettrico, idraulico, termico, ecc.). Non basta la semplice esecuzione materiale; è necessaria la certificazione formale che attesti la conformità tecnica e normativa dell’intervento svolto.
  • Quali impianti richiedono obbligatoriamente il certificato di conformità?
    Sono obbligatori per tutti gli impianti civili e industriali, inclusi quelli elettrici, idro-sanitari, termici (caldaie, condizionatori), gas, di protezione contro le scariche atmosferiche, antincendio, di sollevamento (ascensori, montacarichi) e di automazione (cancelli, porte). La normativa si applica a qualsiasi immobile, sia esso residenziale o commerciale. L’assenza di questo documento comporta gravi problemi legali e assicurativi, rendendo l’impianto non a norma e potenzialmente pericoloso.
  • Cosa succede se l’installatore non consegna il certificato di conformità?
    Se l’impresa non rilascia il certificato a fine lavori, incorre in sanzioni amministrative pecuniarie molto severe, variabili da 1.000 a 10.000 euro. Inoltre, senza tale documento, il proprietario non può ottenere la dichiarazione di agibilità dell’immobile né il certificato di prevenzione incendi. È fondamentale esigere il documento al momento del pagamento finale dei lavori, poiché costituisce la prova legale della regolarità dell’installazione e tutela da futuri contenziosi.
  • Come devo comportarmi nell’acquisto di una casa con impianti vecchi privi di certificato?
    In fase di compravendita, il certificato di conformità non è obbligatorio da allegare al rogito, ma la sua assenza deve essere esplicitamente dichiarata nel contratto. Se l’immobile presenta impianti privi di certificazione (spesso comuni nelle costruzioni precedenti al 1990), il compratore dovrà farsi carico della messa a norma a proprie spese. Questa situazione influisce negativamente sul valore dell’immobile e sulla possibilità di ottenere mutui o agibilità, quindi è consigliabile richiedere uno sconto sul prezzo o la regularizzazione preventiva da parte del venditore.
  • A cosa serve la Dichiarazione di Rispondenza per gli impianti pregressi?
    La Dichiarazione di Rispondenza è un documento alternativo al certificato di conformità, previsto dal D.M. 37/2008 per quegli impianti realizzati prima dell’entrata in vigore della Legge 46/1990 o per i quali non è possibile reperire il certificato originale. Viene redatta da un tecnico abilitato dopo un sopralluogo che verifica l’assenza di rischi per la sicurezza. Non certifica la perfetta conformità normativa attuale, ma dichiara che l’impianto è sicuro e utilizzabile, permettendo così di superare le verifiche burocratiche necessarie per agibilità o pratiche catastali.