L'intensità dei fulmini può raggiungere i 100.000 Ampere

Impianto Elettrico

Parafulmine

Il parafulmine è uno storico dispositivo usato ancora oggi per intercettare e disperdere l'energia prodotta dalle scariche elettriche atmosferiche.

di Redazione

29 marzo 2017

Il parafulmine, storia di una grande invenzione ancora in uso

Il parafulmine ha una lunga storia. Fu inventato dal fisico americano Benjamin Franklin che condusse importanti studi sui fenomeni elettrici. Celebre, quanto pericoloso, è il suo esperimento con l'aquilone: lo fece volare durante un violento temporale e la punta metallica, caricandosi di energia, dimostrò la natura elettrica del fulmine. In seguito a ciò, Franklin condusse altri importanti studi che lo portarono alla realizzazione del parafulmine. Stabilito che la corrente elettrica attraversa la materia, lo studioso pensò a una soluzione per poterla incanalare e dissipare e la trovò nell'uso di un'asta metallica installata verticalmente sull'edificio da proteggere. Agendo come un captatore, la punta - di solito in rame, ottone o altri metalli nobili ad elevata conduttività - doveva essere collegata a terra per mezzo di conduttori che permettessero la dispersione dell'energia. Così fu collegata da una fune metallica ad un altro corpo metallico inserito nel sottosuolo detto dispersore.

Come funziona il parafulmine e quando è necessario installarlo

Dunque, il parafulmine è costituito da tre elementi principali: una punta o più punte che costituiscono gli elementi captatori; un conduttore che possa trasportare l'energia incanalata a terra e dei conduttori interrati che possano disperderla nel sottosuolo. Il parafulmine fa in modo che la scarica elettrica colpisca un punto prefissato in fase di progetto e che la corrente segua un preciso e sicuro percorso: sistema asta-cavo-conduttore-dispersore-terra. In mancanza di un tale dispositivo, la scarica elettrica potrebbe colpire parti infiammabili dell'edificio provocando gravi danni. Il parafulmine sfrutta il principio fisico del potere disperdente delle punte, secondo cui minore è il raggio dell'oggetto conduttore, maggiore è il campo elettrico nelle vicinanze. Nella punta conduttrice si forma un campo elettrico che ionizza l'aria trasformandola in una via preferenziale di passaggio della corrente rispetto all'aria circostante. Dato che i fulmini cadono solitamente in aree circoscritte e in modo consuetudinario sempre nelle stesse, sarà bene installarlo nelle zone individuate come a rischio. Gli edifici più vulnerabili sono quelli di grandi dimensioni come scuole o ospedali.

Quanti sono i tipi di parafulmine esistenti e come funzionano

Non esiste un solo tipo di parafulmine. Quello descritto finora è il comune parafulmine a stilo, utile per strutture di media grandezza. In caso di edifici più ampi è consigliabile installare la cosiddetta gabbia di Faraday, composta da più aste parallele e interconnesse da una rete di conduttori. Altro modello è dato dalle funi di guardia poste sopra ai tralicci dell'alta tensione. Si tratta di funi che corrono in maniera parallela rispetto ai conduttori di linea e che incanalano l'energia del scaricandola al suolo. Il parafulmine laser, invece, serve a proteggere le centrali elettriche ed è costituito da fasci di laser infrarossi o ultravioletti che, ionizzando l'aria, tracciano un tragitto preferenziale alla scarica del fulmine. Altro tipo di parafulmine, ormai in disuso, è quello radioattivo, nelle cui punte veniva inserita una sostanza radioattiva in grado di ionizzare l'aria circostante. A partire dal 2000 è in vigore l'obbligo di smaltimento di questi dispositivi a causa del pericolo generato dall'usura delle punte e la conseguente dispersione di polveri radioattive nell'ambiente.

Costi e modalità di installazione

L’installazione di impianti parafulmine è obbligatoria solo per edifici adibiti a contenere un gran numero di persone, come scuole e ospedali, o per strutture che contengono sostanze pericolose come i capannoni industriali. Le operazioni devono essere svolte esclusivamente da tecnici specializzati e la progettazione è sempre a carico di un ingegnere. L’azienda è obbligata a rilasciare un verbale di collaudo che certifichi la sicurezza dell'impianto, i cui costi variano da caso a caso, giacché dipendono da svariati parametri. Tra questi si deve tener conto principalmente del livello di accessibilità dei tetti, delle dimensioni dell'edificio, dell'eventuale necessità di mezzi di sollevamento alternativi come i ponteggi, nonché della tipologia dei materiali utilizzati come conduttori (rame, alluminio, acciaio inox e così via). Ogni ditta ha a disposizione un sito web dove è possibile chiedere dei preventivi on line.

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Domande frequenti

  • Come funziona tecnicamente un parafulmine per proteggere un edificio?
    Il parafulmine non 'attira' attivamente i fulmini, ma crea una zona protetta interceptando la scarica. Sfrutta il principio del potere disperdente delle punte: la punta metallica, grazie al suo basso raggio, genera un intenso campo elettrico locale che ionizza l'aria circostante. Questa aria ionizzata diventa un percorso preferenziale a bassa resistenza per la corrente elettrica. Una volta catturata la scarica, questa viene convogliata attraverso conduttori ad alta conducibilità (solitamente rame o alluminio) fino a un dispersore interrato, dove l'energia si dissipa safely nel terreno, evitando che il fulmine colpisca involontariamente parti strutturali o infiammabili dell'edificio.
  • Quali sono i diversi tipi di parafulmine disponibili oggi?
    Esistono diverse soluzioni tecniche a seconda delle esigenze strutturali. Il modello classico è il parafulmine a stilo, ideale per edifici di medie dimensioni. Per strutture più ampie, come grandi capannoni o palazzi, si utilizza la gabbia di Faraday, una rete di conduttori interconnessi che avvolge l'edificio. Esistono poi le funi di guardia, usate spesso sui tralicci dell'alta tensione, e i sistemi avanzati come i parafulmini laser, che utilizzano raggi infrarossi o ultravioletti per ionizzare l'aria e creare un canale preferenziale per le centrali elettriche. Un tempo diffusi, i parafulmini radioattivi sono ora vietati per motivi ambientali e di sicurezza.
  • È obbligatorio installare il parafulmine nella propria abitazione?
    Per la maggior parte delle case private l'installazione non è obbligatoria per legge, salvo specifiche normative regionali o locali legate a zone ad altissimo rischio temporalesco. L'obbligo è invece rigoroso per edifici pubblici ad alto affollamento, come scuole e ospedali, e per strutture industriali che immagazzinano sostanze pericolose o infiammabili. Anche se non imposto, l'installazione è fortemente raccomandata per edifici isolati, molto alti o situati in aree geografiche particolarmente soggette a temporali frequenti, al fine di prevenire incendi e danni strutturali alle apparecchiature elettroniche interne.
  • Chi può installare un parafulmine e quali documenti servono?
    L'installazione e la manutenzione degli impianti parafulmine possono essere eseguite esclusivamente da ditte specializzate e personale tecnico qualificato. La progettazione deve essere firmata da un ingegnere abilitato che calcola il raggio di protezione necessario. Al termine dei lavori, l'azienda installatrice è tenuta a rilasciare un verbale di collaudo ufficiale, che certifica la conformità dell'impianto agli standard di sicurezza vigenti e la corretta messa a terra. Questo documento è fondamentale per garantire la validità assicurativa della struttura e la sicurezza degli occupanti.
  • Quanto costa installare un impianto parafulmine?
    Non esiste un prezzo fisso universale; il costo varia significativamente in base a numerosi fattori specifici. I principali elementi che influenzano la quotazione includono le dimensioni dell'edificio, l'altezza e la complessità della copertura, e l'accessibilità del tetto (che può richiedere l'uso di ponteggi o piattaforme elevatrici). Inoltre, il prezzo dipende dalla scelta dei materiali per i conduttori (rame, acciaio inox o alluminio) e dalla lunghezza necessaria per raggiungere il dispersore a terra. È necessario richiedere preventivi personalizzati a ditte specializzate, considerando anche i costi di progettazione e certificazione finale.