isolamento pareti

Pannelli isolanti

Coibentazione pareti

La coibentazione pareti è un intervento strutturale effettuato con diverse modalità: ad intercapedine, all'interno o all'esterno.

di Redazione

29 marzo 2017

La coibentazione pareti

Con il termine coibentazione pareti si fa riferimento a tutti quegli interventi volti a ridurre la dispersione di calore dall'interno dell'abitazione verso l'esterno. Il calore infatti si trasmette tramite un flusso che lo porta verso elementi con temperature più basse, questo provocherà una maggiore o minore dispersione in base alla capacità di isolamento della nostra abitazione. La capacità di isolamento, poi, è data da una somma di fattori quali la conducibilità termica, il coefficiente di trasmissione termica e la resistenza termica. Se nella nostra abitazione ci troviamo ad avere forte dispersione, la soluzione è quella di intervenire con un intervento di isolamento delle pareti. Questo può essere effettuato in vari modi, quali l'isolamento termico interno, l'isolamento termico a intercapedine e l'isolamento esterno (o a cappotto).

La coibentazione pareti interna

L'isolamento termico interno è un intervento svolto all'interno di casa, sulle pareti che affacciano sull'esterno. La coibentazioni pareti interna consiste infatti nell'applicare alle pareti dei pannelli fatti di materiale isolante (come sughero, polistirolo, lana di roccia o di vetro). Sopra i pannelli isolanti si andrà poi ad applicare un pannello di cartongesso o cartone intonacato, disponibili sul mercato sotto forma di pannelli rettangolari o di rotoli da tagliare. Tra i tre citati, questo tipo di intervento è il più semplice ed economico da realizzare. Il risultato finale è comunque quello di ottenere un isolamento che porta ad una maggior resa termica. Lo svantaggio dell'isolamento termico interno è quello di avere una riduzione del perimetro delle stanze, infatti lo strato che si crea ha un certo spessore, che andrà a togliere spazio alla casa. Si sconsiglia quindi nel caso in cui si viva in una casa con ambienti piccoli e stretti.

La coibentazione ad intercapedine

L'isolamento termico ad intercapedine è un lavoro che non può essere effettuato in ogni casa, poiché e necessario che si svolga nel momento in cui i muri perimetrali sono in costruzione. La parete perimetrale viene divisa in due sezioni sottili e tra una e l'altra si lascia uno spazio che sarà una sorta di camera d'aria. Questo spazio dovrà poi essere riempito con del materiale isolante, che sarà sempre sughero o polistirolo, fibra di vetro o materiale schiumato. La parete che resterà poi rivolta verso l'interno della casa verrà ricoperta con uno strato di cartongesso o solo rivestito da intonaco. La coibentazione ad intercapedine è un intervento piuttosto diffuso, poiché spesso i costruttori lo impiegano appunto già in fase di costruzione, per evitare che si verifichino in seguito problemi di isolamento termico e per realizzare abitazioni che rispettino i canoni di efficienza energetica.

La coibentazione pareti esterna

La coibentazione pareti esterna, chiamata anche "cappotto", è una soluzione che va ad intervenire dall'esterno dell'abitazione. Nel concreto si tratta di applicare sulla parete esterna di casa dei pannelli isolanti che possono essere di vari materiali: dal sughero alla fibra di legno, alla lana di roccia. Ai pannelli verrà poi incollata una rete di fibra di vetro sulla quale si posizionerà del semplice intonaco. A questo punto il lavoro è terminato. I vantaggi della pareti esterna sono numerosi: i risultati termici sono eccellenti, anche a livello di riduzione dei consumi energetici, inoltre non è un intervento che va a modificare la planimetria di casa, come invece avviene per gli interventi interni. Si tratta però di un intervento particolarmente costoso che generalmente viene effettuato quando si sceglie di ripristinare il fabbricato, poiché coibentazione si tratta di rifare completamente tutte le facciate dell'edificio.

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Domande frequenti

  • Qual è il metodo di coibentazione più adatto per appartamenti piccoli?
    Per gli spazi ridotti, l'isolamento termico interno è generalmente sconsigliato perché lo spessore dei pannelli isolanti (sughero, polistirolo, lana di roccia) e del successivo rivestimento in cartongesso riduce sensibilmente la superficie calpestabile e il volume degli ambienti. In questi casi, se possibile, è preferibile valutare soluzioni alternative o limitare l'intervento alle sole zone critiche. Tuttavia, rimane l'opzione meno costosa e più rapida da eseguire rispetto agli altri metodi, purché si sia disposti ad accettare la perdita di qualche centimetro quadrato per stanza.
  • È possibile fare il cappotto termico esterno senza cambiare l'aspetto del palazzo?
    Tecnicamente no, poiché il cappotto prevede l'applicazione di pannelli isolanti esterni seguiti da una rete in fibra di vetro e un nuovo strato di intonaco. Questo processo modifica inevitabilmente la finitura superficiale della facciata. Tuttavia, l'intonaco può essere tinteggiato dello stesso colore originale o scelto per armonizzarsi con il contesto urbano. L'intervento richiede solitamente il ripristino completo delle facciate e deve rispettare le normative locali e, negli edifici vincolati, le autorizzazioni dei beni culturali, rendendolo un'operazione complessa ma efficace per l'efficienza energetica.
  • Quando si realizza l'isolamento ad intercapedine nei muri?
    L'isolamento ad intercapedine è una tecnica che si applica esclusivamente durante la fase di costruzione dell'edificio o in caso di ristrutturazioni radicali che prevedono la ricostruzione dei muri perimetrali. Consiste nel creare una camera d'aria tra due strati di muratura e riempirla con materiali isolanti come sughero, polistirolo espanso, lana di vetro o schiume. Non è un intervento realizzabile su muri esistenti solidi senza demolizioni massive. È molto diffusa nelle nuove costruzioni per garantire fin da subito elevati standard di efficienza energetica e prevenire ponti termici strutturali.
  • Quanto dura nel tempo un intervento di coibentazione interna?
    La durata dipende dai materiali utilizzati e dalla qualità dell'esecuzione. I pannelli in polistirolo o lana di roccia possono mantenere le loro proprietà isolanti per decenni, purché non subiscano danni fisici o umidità. Il rivestimento in cartongesso ha una vita media inferiore e potrebbe richiedere riparazioni per crepe dovute ai movimenti strutturali dell'edificio. Inoltre, la coibentazione interna non risolve i problemi di condensa sulle pareti fredde se non è ben sigillata; un errore di posa può portare a muffe dietro i pannelli. Una corretta installazione garantisce prestazioni stabili per molti anni.
  • Quali materiali isolanti sono migliori per la salute e l'ambiente?
    Tra i materiali elencati, il sughero e la fibra di legno sono considerati le opzioni più ecologiche e salubri. Sono naturali, traspiranti e non rilasciano sostanze nocive nell'aria interna, riducendo il rischio di allergie. La lana di roccia e di vetro offrono ottime prestazioni termiche e fonoassorbenti, derivando da scorie industriali o minerali, ma richiedono una manipolazione attenta durante l'installazione per evitare irritazioni. Il polistirolo, pur essendo efficiente ed economico, è un derivato petrolchimico e meno sostenibile. Per la salute, i materiali naturali garantiscono un migliore comfort igrometrico e la mancanza di emissioni VOC.