Come realizzare il cappotto termico

Pannelli isolanti

Cappotto termico

Il cappotto termico è un sistema di isolamento che si può adottare all'esterno o all'interno della parete. Coibenta l'immobile in modo economico.

di Redazione

22 dicembre 2015

Che cos'è il cappotto termico e come viene realizzato

Il cappotto termico è una tecnica di coibentazione che interessa le pareti di un edificio e che viene impiegato molto spesso durante gli interventi per migliorare le prestazioni energetiche di un immobile: infatti prevede di applicare lo strato di materiale isolante non all'interno della parete ma al suo esterno. Di conseguenza non sono necessari interventi incisivi e si può realizzare anche in un edificio già esistente senza grossi problemi. La semplicità della messa in posa del cappotto termico fa sì che sia pressoché l'unica tecnica di coibentazione usata nelle ristrutturazioni edili e la più utilizzata anche per quanto riguarda le nuove costruzioni. Inoltre lo strato di materiale isolante può essere applicato sia sulla faccia interna della parete che su quella esterna: il primo metodo è meno efficace nel limitare la formazione della condensa, però è più semplice ed economico. In più può essere realizzato all'interno della singola unità immobiliare.

Che cosa prevede la tecnica del cappotto termico

La tecnica del cappotto termico è davvero molto efficace per isolare dal punto di vista energetico l'edificio: in questo modo il fresco interno non viene disperso durante i mesi estivi, mentre non si registrano perdite di calore verso l'esterno durante quelle invernali. Di conseguenza, la casa rimane calda nei periodi freddi e piacevolmente fresca in quelli caldi. Fondamentale per determinare la classe energetica di un edificio, il cappotto termico prevede il fissaggio attraverso appositi sistemi di pannelli isolanti alle pareti: una volta applicato, lo strato isolante viene ricoperto con malta adesiva precolorata o con malta tradizionale. In quest'ultimo caso, però, i pannelli sono dotati di una rete porta-intonaco per supportare la finitura. Gli isolanti impiegati sono molti, ma il cappotto termico per essere efficace deve usare materiali con un'alta inerzia termica: solo così si impedisce che l'azione dei raggi solari estivi faccia aumentare la temperatura interna dell'abitazione.

I cappotti termici: che cosa sapere prima dell'intervento

L'adozione del cappotto termico aumenta l'efficienza sia dei sistemi di riscaldamento domestici che di quelli di raffreddamento e, di conseguenza, permette notevoli risparmi sugli importi delle bollette energetiche. Può essere applicato con vari sistemi e materiali, tuttavia per ottenere un risultato molto buono si consiglia di fissare gli isolanti a murature pesanti e di ricoprirli con malta di colore chiaro. Questo vale soprattutto per le pareti con un'esposizione totale o parziale a sud. Le spese per realizzare un cappotto termico all'interno degli interventi per la ristrutturazione della propria casa usufruiscono di particolari incentivi e sgravi fiscali, spalmabili in un certo numero di anni. Ciò è stato possibile sia per l'azione autonoma del governo italiano nel settore che per gli stimoli in tal senso da parte dell'Unione Europea, che ha fatto dell'efficienza energetica degli edifici uno dei punti del suo programma.

Il cappotto termico interno e il cappotto termico esterno: le differenze

Come già accennato, esistono due tipi di cappotto termico, quello interno e quello esterno. Entrambi hanno caratteristiche diverse e in genere non utilizzano gli stessi materiali. Il cappotto termico esterno è più costoso rispetto a quello interno, tuttavia consente risultati e prestazioni migliori: infatti, isola termicamente ogni parte della casa. I pannelli isolanti vanno a rivestire la faccia esterna delle pareti e possono essere fatti con materiali diversi: tuttavia quelli migliori sono di materiali non conduttori, in genere fibrosi. Uno dei più impiegati è la lana di vetro. Il cappotto termico interno, invece, adotta più comunemente la lana o il cartongesso e polistirene. Lo strato isolante viene applicato all'interno dell'abitazione, quindi può interessare anche un'unica stanza. Proprio per questo motivo, questa tecnica, anche se permette di ridurre gli sprechi energetici, non isolata termicamente tutto l'immobile in modo perfetto. Di conseguenza, il risparmio che si ottiene nell'immediato grazie alla più semplice messa in posa viene annullato a lungo termine a causa dei difetti della coibentazione.

I materiali impiegati per realizzare lo strato isolante

A seconda delle loro caratteristiche intrinseche i materiali adottati per i pannelli isolanti vengono divisi in tre categorie. Da una parte ci sono quelli minerali, di origine naturale e a basso impatto ambientale, come la fibroceramica, l'argilla espansa, la perlite, la lana di roccia e il vetro cellulare. Gli isolanti naturali si differenziano perché realizzati con derivati animali e non con elementi minerali: quelli più comunemente usati, ad esempio, sono la lana, il sughero, la pomice e la fibra di mais. Anche questi hanno un basso impatto ambientale perchè già presenti in natura. La terza categoria è rappresentata dagli isolanti di sintesi, che però hanno un impatto ambientale più alto in quanto prodotti dal petrolio o dalle resine. I più comuni all'interno di questa categoria sono l'EPS (cioè il polistirene espanso), il PVC espanso, le resine fenoliche, l'XPS (ossia il polistirene estruso) e le schiume derivati dal petrolio.

Come si fa a realizzare un cappotto termico in casa

Per realizzare un cappotto termico è tassativo rivolgersi a dei professionisti: innanzitutto, servirà un sopralluogo tecnico per poter capire quali soluzioni si hanno a disposizione e quali sono le più idonee. Ciò permetterà anche di valutare i costi di ogni intervento. Molto importante è l'analisi termografica dell'edificio, così da capire quali sono le sezioni dove le perdite di calore sono maggiori. A questo punto si deve contattare una ditta specializzata a cui bisognerà richiedere tutta la documentazione necessaria per poter fare domanda per ottenere le agevolazioni fiscali e gli ecobonus previsti dalla normativa italiana. Si consiglia, per quanto riguarda le ristrutturazioni, di adottare isolanti a bassissima conducibilità: infatti, non è possibile inserire i materiali anche all'interno dei serramenti per evitare la formazione di ponti termici. Di conseguenza si devono applicare pannelli di poco spessore per ridurre l'ingombro realizzando un cappotto termico efficiente.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra cappotto termico interno ed esterno?
    La scelta dipende da efficienza e costi. Il cappotto esterno è più efficace perché isola l'intero involucro edilizio, eliminando i ponti termici e proteggendo la struttura dagli sbalzi climatici, ma richiede lavori più complessi e onerosi. Il cappotto interno è più economico e facile da installare, permettendo di agire anche su una sola stanza, ma è meno performante: non elimina i ponti termici strutturali e può favorire la formazione di condensa se non progettato correttamente. Per massimizzare il risparmio energetico e il comfort abitativo, la soluzione esterna resta comunque preferibile.
  • Quanto dura un cappotto termico e quali manutenzioni richiede?
    Un cappotto termico ben installato ha una durata pari a quella dell'edificio, spesso oltre 50 anni, poiché protegge la muratura dall'usura atmosferica. Non richiede manutenzione periodica specifica, ma bisogna monitorare periodicamente l'intonaco superficiale. Eventuali crepe o distacchi della finitura esterna devono essere riparati tempestivamente per evitare che l'acqua penetri negli strati isolanti, compromettendone le proprietà termiche o causando umidità. L'igiene della facciata va gestita come per qualsiasi intonaco normale, evitando aggressivi chimici che potrebbero danneggiare i materiali.
  • Quali sono i materiali migliori per il cappotto termico?
    Non esiste un materiale unico migliore, ma la scelta dipende da budget, esigenze ambientali e caratteristiche della parete. I materiali sintetici come EPS (polistirolo) e XPS offrono alta resistenza termica a basso costo e peso ridotto, ideali per grandi superfici. I materiali minerali (lana di roccia, vetro cellulare) sono ignifughi e traspiranti, ottimi per prevenire muffe. Le fibre naturali (sughero, cellulosa) sono eco-friendly e regolano l'umidità, ma costano di più. Per l'esterno, si preferiscono materiali con alta inerzia termica; per l'interno, materiali traspiranti per evitare condense.
  • È obbligatorio rivolgersi a professionisti per installare il cappotto?
    Sì, è fortemente consigliato affidarsi a ditte specializzate. L'installazione corretta richiede competenze tecniche specifiche: dalla preparazione della muratura al fissaggio meccanico/chimico dei pannelli, fino alla stesura della rete e dell'intonaco. Un errore nella posa può creare ponti termici, distacchi della finitura o problemi di umidità, vanificando l'investimento. Inoltre, per accedere agli ecobonus e detrazioni fiscali, è necessario rispettare normative precise e fornire documentazione tecnica conforme, cosa che un professionista garantisce, assicurandosi anche la validità della garanzia sui materiali e sull'opera.
  • Si possono ottenere detrazioni fiscali per il cappotto termico?
    Assolutamente sì. In Italia, l'installazione del cappotto termico rientra nelle pratiche di riqualificazione energetica degli edifici e dà diritto a importanti agevolazioni fiscali, come l'Ecobonus (detrazione IRPEF o IRES). Le percentuali variano in base ai requisiti di miglioramento energetico richiesti (ad esempio, passaggio di almeno due classi energetiche o raggiungimento di specifici valori di trasmittanza). È fondamentale verificare le normative vigenti al momento dell'intervento, conservare tutta la documentazione tecnica e fatture, e presentare la comunicazione all'Agenzia delle Entrate per usufruire dello sconto in fattura o della detrazione annuale.

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