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Ancoraggio chimico

Aggiornato il 29 gennaio 20163 capitoli5 domande frequenti
Ancoraggio chimico su parete

Descrizione del processo e tipi di resine usate

L'ancoraggio chimico è un procedimento basato sull'idea di fissare una barra metallica ad una muratura in cemento mediante una particolare colla rigida, invece che per incastro o attrito. Le resine utilizzate come colla devono avere una buona resistenza meccanica e, soprattutto, velocità di indurimento: per tale motivo si usano resine poliestere, vinilestere ed epossidiche, che presentano un indurimento rapido ed omogeneo. La resina viene erogata mediante un'apposita pistola con cartuccia bi-componente, nella quale i due componenti si miscelano in una sorta di spirale. Vi sono anche ancoranti chimici contenuti in fiale di vetro, che però possono essere utilizzati solamente sui supporti pieni: le fiale contengono una dose singola di resina e di catalizzatore, vengono introdotte nel foro e successivamente una barra filettata rompe la fiala e miscela i componenti con l'ausilio di un trapano a rotopercussione.

L'ancoraggio chimico su supporti forati e compatti

L'ancoraggio chimico può avvenire su supporti forati o compatti. Nei supporti forati, per prima cosa va forato il supporto con una semplice rotazione per non rompere i setti interni: all'interno di tali fori si inserisce il beccuccio della pistola, che già deve contenere la cartuccia. Una volta che la resina diventa di colore uniforme, si inserisce il tassello a rete, si inietta della resina fino a farla fuoriuscire dalle maglie della rete, si inserisce la barra e si attendono i tempi di posa prima di applicare un carico. Nei supporti compatti invece si deve forare il materiale estraendo poi la polvere dal foro con pompetta e scovolino. Successivamente si inietta la resina nello stesso modo dei supporti forati, riempiendo però il foro di 2/3: dunque si inserisce la barra, che deve essere ben pulita e sgrassata, ruotandola leggermente, se necessario si rimuove la resina in eccesso con uno scalpello e infine si attendono i tempi di posa prima di caricare.

Altre particolarità sulla tecnica dell'ancoraggio chimico

E' possibile che all'interno dei fori interessati dall'ancoraggio chimico sia presente dell'acqua, che può rallentare di molto l'indurimento: in tale caso è buona cosa prevedere maggiori tempi di indurimento e, soprattutto, fare attenzione alla tipologia di resina utilizzata, in quanto alcune non sono compatibili. Bisogna porre particolare attenzione al contatto della pelle con le resine: esse sono infatti classificate come irritanti, a causa della presenza del perossido di benzoile, e quindi è necessario leggere bene le indicazioni ed attuare le precauzioni di sicurezza, proteggendo occhi, mani e viso dal contatto. I prodotti di fissaggio, in generale, sono stati approvati dall'Unione Europea che ha emesso una certificazione per attestarne l'idoneità: in questo modo, si ha la certezza di stare usando prodotti chimici certificati dal marchio ETA-CE riportato sulle cartucce.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali tipi di resine usati per l'ancoraggio chimico?
    Per l'ancoraggio chimico si utilizzano principalmente tre tipologie di resine: poliestere, vinilestere ed epossidiche. Queste sostanze sono preferite perché offrono un'elevata resistenza meccanica e, soprattutto, una rapida e omogenea velocità di indurimento. A differenza dei metodi tradizionali basati su attrito o incastro meccanico, queste colle rigide garantiscono una fissazione solida della barra metallica alla muratura. La scelta tra le diverse resine dipende spesso dalle specifiche esigenze di carico e dai tempi di lavoro richiesti, ma tutte condividono la necessità di un corretto mescolamento dei componenti per garantire la massima efficacia strutturale.
  • Come si esegue correttamente l'ancoraggio chimico su muratura forata?
    Sui supporti forati, come mattoni o blocchi cavi, il procedimento richiede delicatezza. Innanzitutto, il foro va praticato con una semplice rotazione del trapano per evitare di frantumare i setti interni della muratura. Una volta forato, si inserisce il beccuccio della pistola contenente la cartuccia bi-componente. Si inietta la resina finché questa non assume un colore uniforme, segno che i componenti sono ben miscelati. Dopodiché, si introduce il tassello a rete e si continua a iniettare resina fino a farla fuoriuscire dalle maglie. Infine, si inserisce la barra filettata e si rispettano scrupolosamente i tempi di posa indicati prima di applicare qualsiasi carico.
  • Cosa cambia nell'esecuzione su muratura compatta rispetto a quella forata?
    La procedura su supporti compatti, come calcestruzzo pieno o pietra, presenta differenze cruciali, specialmente nella pulizia del foro. Dopo aver forato il materiale, è fondamentale rimuovere tutta la polvere residua utilizzando una pompetta manuale e uno scovolino; qualsiasi residuo comprometterebbe l'adesione. Si riempie il foro per circa due terzi con la resina epossidica o simile. La barra, che deve essere perfettamente pulita e sgrassata, viene inserita ruotandola leggermente per distribuire uniformemente la colla. Eventuale resina in eccesso viene rimossa con uno scalpello. Anche qui, il rispetto dei tempi di indurimento è essenziale prima di caricare l'ancoraggio.
  • È possibile usare l'ancoraggio chimico se ci sono tracce d'acqua nel foro?
    La presenza di acqua nei fori è un fattore critico che può rallentare drasticamente l'indurimento della resina o addirittura impedire il corretto legame chimico. Se si rileva umidità, è indispensabile aumentare i tempi di attesa previsti per l'indurimento. Inoltre, bisogna verificare attentamente la scheda tecnica della resina specifica: alcune formulazioni, in particolare quelle epossidiche standard, potrebbero non essere compatibili con ambienti umidi o bagnati. In questi casi, è consigliabile asciugare accuratamente il foro o scegliere prodotti specifici certificati per l'uso in condizioni di umidità, per garantire la stabilità dell'ancoraggio nel tempo.
  • Quali precauzioni di sicurezza devo adottare maneggiando le resine chimiche?
    Le resine per ancoraggi chimici contengono sostanze come il perossido di benzoile, classificate come irritanti. È quindi obbligatorio proteggere gli occhi, le mani e il viso durante la manipolazione delle cartucce o delle fiale. Indossa sempre guanti impermeabili e occhiali protettivi per evitare contatti diretti con la pelle o gli occhi. Leggi attentamente le istruzioni del produttore riportate sulla confezione per conoscere le misure di primo soccorso in caso di incidenti. Non sottovalutare mai i rischi chimici: la corretta dotazione di dispositivi di protezione individuale (DPI) è fondamentale per lavorare in sicurezza e prevenire reazioni allergiche o irritazioni cutanee.

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