Cura delle orchidee in casa

Orchidea

Orchidee in casa

Le orchidee in casa necessitano di molte cure attente e continue. Sono piante delicate, spesso epifite, cioè che crescono su tutori sospesi come rami.

di Redazione

05 giugno 2017

Cosa tenere a mente per le orchidee in casa

Le orchidee in casa necessitano di luce viva per potersi sviluppare al meglio. Di conseguenza si consiglia di posizionare gli esemplari davanti a una finestra dove possano ricevere la luce solare per alcune ore il pomeriggio o la mattina. Nel caso delle specie epifite durante l’inverno si spostano le piante epifite perché ricevano il massimo di luce solare diretta oppure si fornisce loro una luce artificiale supplementare per 6-8 ore al giorno. Infatti le orchidee in casa hanno bisogno di almeno 10 ore di luce al giorno. Queste piante sono molto esigenti anche in fatto di temperature, che devono essere costanti per tutto l'anno, attestandosi sui 20°C. Se la temperatura è troppo bassa, si rischia di compromettere la fioritura. Le orchidee hanno bisogno di un alto grado di umidità: tranne che durante l'eventuale periodo di riposo, gli esemplari in vaso vanno posti su uno strato di ghiaia o di torba umido. Per lo stesso motivo si nebulizzano le foglie se la temperatura supera i 21°C.

Come e quando irrigare le orchidee in casa

Quando si coltivano le orchidee in casa la causa più comune di insuccesso è l'eccessiva irrigazione. Infatti, a differenza di quanto si pensa, la maggior parte delle orchidee in vaso vanno irrigate moderatamente durante il periodo vegetativo; spesso, tuttavia, è meglio lasciar asciugare quasi completamente il terriccio tra un apporto d’acqua e l'altro. Ciò vale in particolare nel caso in cui si utilizzi uno dei terricci raccomandati per le orchidee: in questo caso basta innaffiare la pianta solo una volta alla settimana. Apporti d’acqua più frequenti possono essere richiesti per le orchidee epifite, coltivate su pezzi di fibra di osmunda o su tutori di fibra. Comunque bisogna attendere che la base si secchi del tutto. Per irrigare un’orchidea epifita in un paniere appeso o su un fusto si consiglia di immergere la base della pianta insieme al supporto o al contenitore in un secchio per qualche minuto. Lo stesso accorgimento si può impiegare per le piante coltivate in vaso.

Il terreno e i modi per concimare le orchidee in vaso

Le orchidee in casa possono essere epifite oppure coltivate in vaso: in quest’ultimo caso necessitano di un terriccio molto poroso che faccia passare l'acqua. Le specie terrestri richiedono una miscela formata in parti uguali da sabbia grossolana o perlite, terra grassa fibrosa, terriccio di foglie oppure torba e muschio di sfagno a pezzi. Invece le orchidee epifite hanno bisogno di un terriccio composto da una parte di sfagno e da due parti di fibra di osmunda oppure di corteccia tritata finemente. Volendo è possibile aggiungere alla miscela un pizzico di farina d’ossa che fornisce sostanze nutritive a lunga durata. Benché le orchidee coltivate in condizioni giuste non necessitano di essere concimate, spesso si somministra un fertilizzante liquido per orchidee ogni 3-4 irrigazioni. Tuttavia bisogna tenere a mente che una concimazione eccessiva porta le orchidee a produrre germogli teneri e lussureggianti a spese dei fiori.

Come scegliere i vasi

Le orchidee in casa si dividono in terrestri, coltivate in vaso, e in epifite, che richiedono invece speciali contenitori di terracotta perforata, assicelle di legno o cesti di fil di ferro. inoltre questi esemplari possono anche essere fissati a sezioni di rami d'albero, a pezzi di corteccia, a un fusto di felce oppure a della fibra di osmunda. Per aumentare il drenaggio si consiglia di riempire i vasi per metà di cocci e di foderare i cesti con un sottile strato di sfagno: in questo modo il terriccio non fuoriesce dalle aperture. In genere è sufficiente rinvasare la maggior parte delle orchidee una volta ogni due anni, quando in primavera spunta un nuovo germoglio radicale. Le piante epifite sistemate su tutori (rami di felci, blocchi di legno o di fibra di osmunda) non mettono radici nel terriccio: per attecchire la base delle piante va messa in ammollo in acqua e lasciata sgocciolare per mezz'ora prima di essere fissata al supporto. Sotto la base va posizionata una manciata di sfagno, quindi si stendono delicatamente le radici sulla superficie del tutore e le si fissa usando un filo di nylon oppure di rame.

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Domande frequenti

  • Quanto spesso devo annaffiare la mia orchidea?
    La regola d'oro per le orchidee in vaso è evitare il ristagno idrico, poiché l'eccesso di acqua è la causa principale di morte della pianta. Durante il periodo vegetativo, aspetta che il substrato si asciughi quasi completamente tra un'annaffiatura e l'altra; per i terricci specifici, bastano solitamente interventi settimanali. Per le orchidee epifite, immergi il vaso o il supporto in acqua per alcuni minuti fino a quando la base non si asciuga del tutto. L'umidità ambientale è fondamentale: usa piattini con ghiaia umida sotto il vaso o nebulizza le foglie se la temperatura supera i 21°C, ma evita di bagnare direttamente i fiori.
  • Qual è il miglior terriccio per le orchidee?
    Non utilizzare mai terriccio universale pesante. La scelta dipende dal tipo di orchidea: per quelle terrestri, mescola parti uguali di sabbia grossolana (o perlite), terra fibrosa, terriccio di foglie e sfagno. Per le epifite, che crescono naturalmente sugli alberi, opta per una miscela composta da una parte di sfagno e due parti di fibra di osmunda o corteccia tritata fine. Entrambe le miscele devono essere altamente porose per garantire un ottimo drenaggio e areazione delle radici. Puoi aggiungere un pizzico di farina d'ossa alla miscela per fornire nutrienti a lento rilascio.
  • Come posso concimare correttamente le orchidee?
    Se le condizioni di luce e temperatura sono ideali, le orchidee potrebbero non aver bisogno di fertilizzanti aggiuntivi. Tuttavia, per stimolare la crescita e la fioritura, puoi usare un fertilizzante liquido specifico per orchidee ogni 3-4 annaffiature. Fai attenzione: un'eccessiva concimazione favorisce la produzione di foglie verdi e rigogliose a scapito dei fiori, portando la pianta a 'fare foglia' senza fiorire. È preferibile dosi leggere e regolari piuttosto che applicazioni abbondanti e sporadiche, specialmente durante il periodo vegetativo attivo.
  • Quando e come devo rinvasare un'orchidea?
    Il momento ideale per il rinvaso è la primavera, quando vedi spuntare nuovi germogli radicali. Generalmente, le orchidee in vaso necessitano di rinvaso ogni due anni. Prepara un contenitore leggermente più grande, riempiendolo per metà con cocci per migliorare il drenaggio. Se usi cesti o vasi forati, foderali con uno strato sottile di sfagno per trattenere il substrato. Rimuovi con cura la pianta dal vecchio vaso, libera le vecchie radici morte e posiziona la nuova massa radicale nel nuovo substrato poroso, facendo attenzione a non danneggiare le radici sane.
  • Come si fissano le orchidee epifite ai supporti?
    Le orchidee epifite non crescono nel terreno ma si ancorano a rami, tronchi o blocchi di fibra. Prima del fissaggio, immergi la base della pianta in acqua e lascia sgocciolare per mezz'ora per idratarla. Posiziona una manciata di sfagno sotto la base della pianta sul supporto, poi adagia delicatamente le radici sulla superficie. Fissa saldamente ma con delicatezza le radici al tutore utilizzando fili di nylon o rame flessibili. Assicurati che la pianta sia ben stabilizzata per permettere alle radici di attecchire naturalmente al supporto nel tempo.