Legna per camino da ardere

Caminetto

Legna per camino

La legna per camino non è tutta uguale. Oltre alla resa e al potere calorifico, bisogna considerare anche la qualità delle ceneri, del fumo e l'aroma.

di Redazione

01 giugno 2017

Come scegliere la legna per camino

Le case di campagna o di montagna prevedono l'installazone di un camino oppure un termocamino per assicurare, oltre alla piacevole atmosfera, un adeguato riscaldamento degli ambienti. Per garantire un piacevole tepore all'interno dell'abitazione non basta scegliere un ottimo impianto. Bisogna infatti optare per della giusta legna per camino. La scelta non è poi così scontata come si vuole credere. In commercio, esistono diverse tipologie di legna da ardere. Per anni, il suo potere calorifico ha costituito la migliore fonte di riscaldamento in circolazione, nonostante col tempo sia stata progressivamente sostituita dal carbone e dalle più recenti biomasse legnose. Per scegliere la migliore legna per camino bisogna considerare alcuni importanti requisiti, perché non tutta produce un calore ottimale.

Fattori primari per scegliere la legna per camino

Per scegliere adeguatamente la legna per camino, bisogna innanzitutto distinguere il legno duro da quello dolce. Il primo è tipico degli alberi di latifoglie o decidui, come il frassino, la quercia, il faggio, la betulla, il castagno ed il noce. Al secondo, invece, appartengono i sempreverdi o le conifere quali l'abete, il larice ed il pino. Questi ultimi ardono più facilmente e rapidamente. Oltre a questo particolare, bisogna considerare la stagionatura. Dopo il taglio, infatti, la legna per camino potrebbe trattenere circa il 75% di umidità e non bruciare quindi correttamente. Tralasciare questo importante aspetto potrebbe creare pericolosi residui nella canna fumaria ed un incendio all'interno della stessa. La legna per camino va perciò lasciata essiccare al sole, in genere per 18/24 mesi, in modo da perdere il caratteristico colore verde e raggiungere il 15-20% di umidità complessiva. In ogni caso, i tempi della stagionatura dipendono strettamente dalla tipologia del legno scelto. Tempi eccessivamente prolungati tolgono potere calorico al combustibile naturale. In commercio, esistono strumenti specifici per misurare il livello d'umidità.

Ulteriori fattori per la scelta della legna per camino

La migliore legna per camino è indubbiamente quella locale. I vantaggi sono numerosi sia per la natura che per l'acquirente. Si mantengono i boschi più puliti e si evita il disboscamento. Negli ultimi decenni, la crescita degli alberi in Italia è quasi raddoppiata. Inoltre, la legna a chilometro zero abbatte i costi di produzione e di trasporto, riducendo quindi i livelli di energia grigia. In genere, l'essiccazione viene realizzata all'aperto accatastando i ceppi in tronchi ordinati e proteggendoli dalla pioggia con un riparo adeguato. Il legname viene spesso suddiviso per essenza e dimensioni. Le migliori sono le essenze dure, come il faggio, il frassino, la quercia e gli alberi da frutto (fatta eccezione del ciliegio) dal tronco compatto, pesante e dall'alto potere calorifico, dovuto alla lenta combustione. La legna per camino viene scelta anche in base alle dimensioni. Pezzi più piccoli hanno un prezzo più elevato per via dei maggiori costi di lavorazione.

I costi e la reperibilità del combustibile

In genere, la legna per camino ha costi abbastanza elevati. Il rivenditore spesso si rivale sull'acquirente, proponendo prezzi superiori alla norma, aggiungendo costi di lavorazione e di trasporto. La cifra più adeguata si aggira solitamente sui 14€ al quintale, ma bisogna prestare attenzione alla qualità del legno proposto ed al taglio. Prezzi inferiori potrebbero nascondere una truffa, trattandosi ad esempio di scarti di lavorazione. Per risparmiare qualche soldo è opportuno acquistare la legna per camino preferibilmente in loco e presso commercianti fidati. Tuttavia, in base alla posizione geografica più o meno favorevole, non è possibile reperire tutte le tipologie di legno. Alcune persone prediligono, infatti, soluzioni alternative provenienti dall'energia rinnovabile per riscaldare adeguatamente gli ambienti di casa.

Domande frequenti

  • Qual è il grado di umidità ideale per la legna da camino?
    La legna per camino deve avere un contenuto di umidità compreso tra il 15% e il 20%. Se il legno è appena tagliato, può trattenere fino al 75% di acqua, il che ne impedisce una corretta combustione e favorisce la formazione di fuliggine e creosoto nei condotti di scarico, aumentando il rischio di incendi. Per raggiungere il livello ottimale, è necessario lasciare stagionare il legno all'aperto, protetto dalla pioggia, per un periodo che varia dai 18 ai 24 mesi. L'umidità residua garantisce una fiamma stabile, maggiore potenza termica e riduce significativamente l'inquinamento atmosferico prodotto dal camino.
  • Come distinguere tra legno duro e legno dolce per il camino?
    Il legno si divide principalmente in due categorie: duro e dolce. Il legno duro proviene da latifoglie o alberi decidui, come faggio, quercia, frassino, castagno e noce. Questo tipo di combustibile è denso, pesante e brucia lentamente, offrendo un alto potere calorifico e lunghe brace roventi. Il legno dolce, invece, deriva da conifere o sempreverdi come abete, pino e larice. Brucia molto più velocemente e facilmente, producendo calore immediato ma di breve durata. Per un riscaldamento efficiente e duraturo, si consiglia di privilegiare il legno duro, eventualmente utilizzando quello dolce solo per l'accensione iniziale.
  • Quanto costa mediamente un quintale di legna per camino?
    Il prezzo medio di mercato per un quintale di legna da camino stagionato e di buona qualità si attesta intorno ai 14 euro. Tuttavia, questa cifra può variare notevolmente in base alla zona geografica, alla disponibilità locale e ai servizi inclusi come il taglio e il trasporto. Attenzione alle offerte troppo economiche: prezzi inferiori alla media potrebbero indicare legno non stagionato, umido o addirittura scarti di lavorazione industriale privi di valore energetico. Acquistare direttamente da fornitori locali o boscaioli di fiducia aiuta a garantire la qualità del materiale e a contenere i costi aggiuntivi legati alla logistica.
  • È meglio usare legna locale o importata?
    La legna locale è generalmente la scelta migliore per motivi economici, ecologici e pratici. Utilizzare combustibile a chilometro zero riduce drasticamente i costi di trasporto e l'impatto ambientale legato allo spostamento delle merci. Inoltre, favorire il consumo di legna locale sostiene l'economia territoriale e contribuisce alla gestione sostenibile dei boschi circostanti, evitando il disboscamento intensivo. Dal punto di vista tecnico, la legna locale è già adattata al clima regionale e tende ad avere una stagionatura più controllata rispetto a quella importata da grandi distanze, garantendo spesso una qualità superiore e una minore incidenza di parassiti o funghi.