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Coltivazione cavoli

Aggiornato il 01 marzo 20173 capitoli5 domande frequenti
Terreno coltivazione cavoli

Informazioni generali sui cavoli

I cavoli appartengono alla famiglia delle crucifere e sono ortaggi tipici della stagione invernale. Tuttavia, non di rado è possibile trovarne sui banchi ortofrutticoli anche in autunno, primavera e perfino in estate. Le foglie e le infiorescenze sono in genere commestibili ed ideali sbollentate o a crudo, come piatto unico o per saporiti contorni. Si riconoscono diverse varietà, ma le più comuni sono il cavolo cappuccio, i broccoli, il cavolo rapa, il cavolo verza, i cavolini di Bruxelles ed il cavolfiore. La coltivazione cavoli in orto, giardino oppure vaso, avviene già a partire dal mese di ottobre con la messa a dimora delle piantine. Si tratta di esemplari molto resistenti che prediligono un clima freddo per tutto il ciclo produttivo. Si adattano a qualsiasi terreno, ma rendono meglio nei substrati a medio impasto, ben drenati e fertili.

Preparazione del terreno alla coltivazione cavoli

Come già accennato, i cavoli hanno grandi capacità di adattamento sia climatiche che ambientali. Tuttavia, prediligono un terreno ricco di humus, con un'aerazione sufficiente ed un buon drenaggio, utile per scongiurare i pericolosi ristagni d'acqua causa di marciumi radicali ed asfissie. Pertanto, prima della coltivazione cavoli, il terreno va adeguatamente lavorato e fertilizzato preferibilmente con stallatico maturo, letame essiccato e fermentato. Per un'adeguata preparazione del substrato saranno sufficienti 2 kg per mq. Si procede per vangatura: quindi vanno realizzati dei solchi paralleli lungo tutto il terreno e profondi circa 30-35 cm. All'interno di ciascuna fenditura, si dispone il concime che verrà poi ricoperto dal terriccio. Per assicurare un buon drenaggio, si può integrare della ghiaia o della sabbia. Per invece aumentare la capacità di trattenere l'umidità, utilizzare della torba.

Fasi e accorgimenti

La coltivazione cavoli avviene a partire dalla semina, in piena terra oppure in appositi semenzai. I semi, vendibili in bustine, vanno distribuiti a spaglio e ricoperti da un sottile strato di terriccio (giusto qualche centimetro). Si procede con una delicata innaffiatura, preferibilmente con uno spruzzino per non alterare la distribuzione dei semi. Dopo circa un mese, si procede con la messa a dimora delle piantine in piena terra. Per favorirne il corretto sviluppo, vanno distanziate tra loro di circa 30 o 40 cm. Le irrigazioni, frequenti e regolari, avvengono a terreno asciutto. Non sono necessari interventi di zappettatura oppure sarchiatura. Ogni tanto, invece, bisogna accumulare il terreno alla base delle piante. Chiaramente, vanno preservate dalla siccità, dalle gelate, dai parassiti e dalle malattie come le lumache, l'ernia del cavolo, la mosca del cavolo e la cavolaia.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per seminare e trapiantare i cavoli?
    La coltivazione dei cavoli inizia generalmente con la semina in semenzaio o direttamente in campo nel periodo estivo-autunnale, per avere le piantine pronte verso ottobre. Una volta che le piantine hanno sviluppato alcune foglie vere, dopo circa un mese, si procedono al trapianto definitivo in piena terra. Questo momento è cruciale perché i cavoli sono ortaggi freddi: il trapianto a fine estate permette alle piante di stabilizzarsi prima che arrivino le basse temperature invernali, favorendo lo sviluppo ottimale delle teste o delle infiorescenze durante la stagione fredda.
  • Come preparare correttamente il terreno prima della semina?
    I cavoli richiedono un terreno ricco di sostanza organica, ben drenato e aerato per evitare ristagni idrici che causano marciumi radicali. Prima della messa a dimora, è fondamentale lavorare il suolo in profondità, realizzando solchi paralleli profondi 30-35 cm. In questi solchi va interrato concime maturo, come stallatico o letame essiccato, alla dose di circa 2 kg per metro quadrato. È consigliabile integrare sabbia o ghiaia per migliorare il drenaggio e torba per aumentare la ritenzione idrica, creando così un ambiente ideale per lo sviluppo radicale.
  • A quale distanza devono essere poste le piante di cavolo?
    Il distanziamento corretto è essenziale per garantire una buona circolazione dell'aria e prevenire malattie fungine. Quando si procede al trapianto delle piantine in piena terra, queste dovrebbero essere distanziate tra loro di almeno 30-40 cm. Questa spaziatura permette alle radici di espandersi liberamente e alle foglie di svilupparsi senza competizione eccessiva. Inoltre, una corretta aerazione riduce il rischio di proliferazione di parassiti specifici come la cavolaia e facilita le operazioni di manutenzione ordinaria durante la crescita.
  • È necessario effettuare zappettature o sarchiature regolari?
    Generalmente, i cavoli non richiedono interventi intensivi di zappettatura o sarchiatura continua, poiché il loro apparato radicale è robusto e le foglie ampie ombreggiano rapidamente il suolo, limitando la crescita delle infestanti. L'unica operazione colturale importante da eseguire periodicamente è l'accumulo di terra alla base degli steli (sarchiatura leggera di rincalzatura). Questa pratica aiuta a stabilizzare la pianta man mano che cresce e favorisce lo sviluppo di radici avventizie, migliorando l'ancoraggio al terreno e l'assorbimento di nutrienti.
  • Quali sono i principali nemici e malattie da monitorare?
    I cavoli sono sensibili a diversi attacchi parassitari e patogeni. Tra i parassiti animali, le lumache possono danneggiare le giovani piantine, mentre la cavolaia (farfalla bianca) depone uova sulle foglie dando origine a larve voraci. Un'altra minaccia è la mosca del cavolo, le cui larve attaccano le radici. Patologicamente, è temuta l'ernia del cavolo, una malattia fungina del suolo che deforma le radici. Per prevenirle, è importante ruotare le colture, mantenere il giusto drenaggio e controllare regolarmente la vegetazione per intervenire tempestivamente se necessario.

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