Piccolo divertente terrario

Serre per orto

Terrari

I terrari sono dei contenitori dove poter far crescere animali esotici o piante. Grazie alla loro varietà sono dei veri e propri oggetti d'arredamento

di Redazione

27 aprile 2017

Che cosa sono i terrari per casa

Come l'acquario ci permette di osservare da vicino, con tutta comodità, le abitudini di molti pesci e di altri animali acquatici, così il terrario può risultare vantaggioso per molti scopi. Ad esempio consente di allevare anfibi, rettili, insetti e altri animali terrestri, ma è anche l’ideale per ospitare piante che amano l’umidità. In genere hanno la forma di cassoni, tuttavia è possibile adottare contenitori più piccoli. Le dimensioni e le caratteristiche di un terrario variano in base alla specie che si intende coltivare. In certi casi si installano delle lampade o dei cavetti riscaldanti per favorire lo sviluppo degli esemplari. I terrari derivano dalla cosiddetta cassetta di Wardian, inventata da un botanico inglese, Nathaniel B. Ward, a meta Ottocento. Questi scoprì che alcune piante crescevano in maniera illimitata in campane di vetro sigillate perché in questi contenitori ermetici e trasparenti formava l'umidità. Infatti il valore umido del terriccio e la traspirazione delle foglie si condensano, ritornano nel terriccio e così si crea un ambiente autosufficiente.

Quali sono i tipi di terrario a disposizione

Esistono molti tipi di contenitori di vetro o di plastica trasparente nel quale si può collocare una pianta in vaso, tuttavia alcune piante si sviluppano meglio se vengono piantate in uno strato di terriccio. Le piante epifite crescono con particolare facilità, in quanto è sufficiente sostenerle con un pezzo di fusto legnoso e lasciarle immerse nel caldo umido del contenitore. Terrari di tutte le forme e dimensioni possono essere comprati in negozi specializzati, essere realizzati su misura oppure creati con il fai da te e il riciclo creativo. La scelta dipende dalle piante che i contenitori devono ospitare. Gli esemplari di Ficus, Fittonia e Microcoelum prediligono un cassone a vetri piombati, simile a una serra, che può essere collocato in qualsiasi ambiente. Spesso si riesce a far crescere più facilmente un Capelvenere in un contenitore chiuso che nel normale ambiente di una stanza. Infatti questa specie ama molto l'umidità. Se si opta per soluzioni fai da te, è meglio utilizzare vasi o contenitori di vetro oppure di plastica trasparente per i terrari: infatti il colore ostacola la luce.

Come creare terrari per la casa da soli

Per preparare i terrari bisogna scegliere un contenitore di vetro o plastica delle dimensioni adatte e coprirne la base con uno strato di drenaggio. Deve essere alto 3-5 cm e composto da frammenti di carbone di legna mescolati a sassolini. A questo punto si aggiunge uno strato di 5-10 cm di terriccio umido, ma non troppo fertile perché favorirebbe una crescita troppo veloce. In pratica bisogna utilizzare una miscela composta da due parti di comune terriccio, due parti di sabbia grossolana e una parte di terriccio di torba, perché si tratta di una composizione che va bene per quasi tutte le piante. Si consiglia di scegliere le piccole piante a lenta crescita e di studiarne la disposizione in modo che le più alte non nascondano le piccole. Al tempo stesso gli esemplari non devono essere troppo vicini l'uno all'altro. Quando tutte le piante sono sistemate si può ricoprire il terriccio con sassolini e vaporizzare le piante. Poi, se necessario, si pulisce l'interno del vetro con una spugna. A questo punto si chiude il terrario con un tappo o un coperchio apposito e lo si sistema in un posto luminoso, ma non direttamente al sole.

Cosa tenere a mente per la manutenzione dei terrari

Anche se molte piante possano vivere per anni nei terrari sigillati, la condensa appanna il vetro e quindi è necessario mettere in pratica qualche tipo di ventilazione. Nei terrari senza controlli automatici i coperchi oppure i tappi devono essere tolti per alcuni giorni non appena il vetro si appanna in modo eccessivo. Nel caso di soluzioni realizzate con il fai da te le uniche cure di cui ha bisogno la composizione sono l'eliminazione periodica della condensa eccessiva e alcuni interventi di potatura quando le piante crescono troppo. Se proprio si vuole, si può inserire anche un vaporizzatore automatico, sistemi per il controllo della temperatura e tubi fluorescenti per generare luce. Tutti questi dispositivi non sono però indispensabili e quindi si può semplicemente optare per contenitori veramente semplici. Ciò vale in particolare per i terrari di ridotte dimensioni.

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Domande frequenti

  • Qual è il substrato ideale per realizzare un terrario fai-da-te?
    La base deve garantire un ottimo drenaggio per evitare il marciume radicale. Si consiglia di stendere uno strato di 3-5 cm composto da frammenti di carbone di legna misti a sassolini. Sopra questo livello, aggiungere 5-10 cm di terriccio umido, ma povero di nutrienti per evitare una crescita troppo rapida. Una miscela equilibrata e versatile per la maggior parte delle piante prevede due parti di terriccio comune, due parti di sabbia grossolana e una parte di torba. Questo mix assicura la giusta ritenzione idrica mantenendo l'aerazione necessaria alle radici.
  • Quanto spesso devo aprire il terrario per la manutenzione?
    In un terrario ben bilanciato, l'apertura dovrebbe essere minima. Tuttavia, se il vetro si appanna eccessivamente e la condensa non scende più sulle pareti dopo qualche ora, significa che l'umidità è troppa: in quel caso, rimuovere il coperchio per alcuni giorni aiuta a regolare l'equilibrio. Per i terrari aperti o semi-aperti, la ventilazione è naturale. Controlla periodicamente la presenza di muffe o funghi; se noti macchie bianche, rimuovi subito le parti colpite e aumenta leggermente l'aria circolante per prevenire il proliferare di patogeni.
  • Posso usare qualsiasi tipo di vaso di vetro per creare un terrario?
    Sì, purché sia trasparente. Il vetro chiaro o la plastica trasparente sono essenziali perché permettono alla luce di penetrare fino alle radici e alle foglie inferiori. Evita assolutamente contenitori colorati o opachi, poiché filtrano la luce e ostacolano la fotosintesi, portando le piante al deperimento. Inoltre, assicurati che il contenitore abbia una bocca sufficientemente ampia per permettere l'inserimento delle mani durante la messa a dimora e la successiva potatura, oppure prevedi aperture laterali funzionali.
  • Quali sono le piante migliori per iniziare un terrario?
    Le piante ideali sono quelle a crescita lenta e amanti dell'umidità elevata. Tra le scelte più comuni ed efficaci troviamo la Fittonia, nota per le sue venature colorate e la sua adattabilità, e il Capelvenere (Adiantum), che prospera solo in ambienti molto umidi. Anche il Ficus ginseng in versione nano e il Microcoelum sono ottimi candidati. Evita piante succulente o cactus, che richiedono aria secca e diretta esposizione solare, condizioni incompatibili con l'ambiente chiuso e umido tipico del terrario.
  • Dove posizionare il terrario nella casa?
    Il luogo ideale è luminoso ma mai sotto la luce diretta del sole, che potrebbe surriscaldare il contenitore e cuocere le piante, creando un effetto serra eccessivo. Una finestra con tende leggere o un angolo ben illuminato della stanza sono perfetti. Assicurati che il terrario sia stabile e lontano da correnti d'aria fredde dirette (come bocchette del condizionatore) o fonti di calore intenso (come radiatori), poiché gli sbalzi termici bruschi stresserebbero le piante tropicali che abitano il microclima interno.

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