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Impianto a norma

Certificazione impianti elettrici

Scopriamo insieme cosa è la certificazione impianti elettrici, quando è obbligatoria farla e le normative riguardanti questo particolare documento.

di Redazione

14 marzo 2017

Cosa è la certificazione impianti elettrici

Molti si chiedono cosa sia effettivamente il documento di conformità degli impianti, o detto in altre parole la certificazione impianti elettrici. Questo particolare documento, che deve essere necessariamente rilasciato da una figura capace di valutare tutti gli aspetti di un impianto elettrico o dall’impresa che si è occupata della installazione dello stesso, serve a dichiarare che il sistema elettrico di un determinato edificio è realizzato secondo le normative in vigore, definendo il lavoro compiuto effettuato a regola d’arte secondo gli standard europei. La creazione di questo particolare documento è molto importante dal momento che in determinati casi deve essere inserito insieme ad altre tipologie di dati per poter fare dichiarare agibile un edificio che ha subito dei lavori o di cui è stata completata la costruzione.

Quando è necessario fare la certificazione impianti elettrici

Il documento in questione è obbligatorio per poter dichiarare agibile un qualsiasi edificio che ha subito lavori di manutenzione o di altra tipologia. Deve essere necessariamente presentato dopo 30 giorni dalla fine dei lavori. Questa certificazione impianti elettrici deve essere anche presente nella documentazione quando si vende un immobile o si effettua la cessione della proprietà. Per il rogito invece non vi alcun obbligo, né per il venditore, né per l’acquirente, però molti consigliano ugualmente la presenza della certificazione proprio per evitare problematiche tipo la contestazione da parte dello stesso acquirente. In caso il venditore abbia evitato di menzionare l’inagibilità o il non rispetto degli impianti elettrici dell’immobile in vendita, viene ritenuto responsabile di tutti i danni che possono essere fatti a persone e cose a causa di corto circuiti o altri malfunzionamenti dell’impianto stesso.

Normative che regolano la certificazione

Dietro la presenza della certificazione impianti elettrici, vi sono naturalmente una serie di normative che ne stabiliscono l’esistenza e ne regolano le funzionalità. Mediante il decreto ministeriale numero 37 dell’anno 2008, il governo italiano introduce l’obbligo per la presentazione di questo documento per regolare la realizzazione, la manutenzione e la progettazione di tutti gli impianti elettrici, a prescindere dall’utilizzo finale. In caso vi sia un problema riguardante la reperibilità del suddetto documento, si può procedere alla presentazione della dichiarazione di rispondenza, valida solamente per quei impianti che sono stati costruiti prima dell’entrata in vigore del decreto ministeriale sopracitato. Naturalmente per poter usare la dichiarazione di rispondenza è necessario che un tecnico specializzato effettui un sopralluogo in modo da poter dichiarare che l'impianto è a norma.

Contenuto e norme

All’interno della certificazione impianti elettrici vi sono una serie di informazioni molto importanti che servono ad indentificare univocamente l’impianto elettrico in questione. Per questo motivo, all’interno del suddetto documento, vi sono indicati la locazione dell’impianto installato, revisionato o su cui un’impresa abilitata ha effettuato varie tipologie di lavori; inoltre vengono anche inseriti i dati anagrafici del proprietario, gli estremi della figura professionale o dell’impresa che si sono occupati di lavorare sull’impianto e di stilare la certificazione, l’elenco di tutti i materiali utilizzati durante i lavori. Queste informazioni poi serviranno al comune dove risiede l'impianto per poter trasmettere tutti i dati alla camera di commercio, che può provvedere ad effettare eventuali controlli.

Domande frequenti

  • Chi è autorizzato a rilasciare la certificazione degli impianti elettrici?
    La certificazione impianti elettrici, nota anche come Dichiarazione di Conformità (DiCo), deve essere rilasciata esclusivamente da imprese o professionisti iscritti all'albo competente. Secondo il Decreto Ministeriale 37/2008, chi esegue lavori sugli impianti elettrici deve possedere i requisiti tecnici specifici e garantire che l'intervento sia stato eseguito a regola d'arte. Non basta essere un elettricista generico; è fondamentale verificare che il soggetto che firma il documento sia regolarmente abilitato e assicurato per la responsabilità civile derivante dai lavori effettuati.
  • È obbligatorio avere la certificazione elettrica per vendere casa?
    Legalmente, per il rogito notarile non esiste un obbligo assoluto di presentare la certificazione impianti elettrici. Tuttavia, la sua assenza comporta rischi significativi. Se l'immobile risulta non conforme alle norme vigenti, il venditore potrebbe essere considerato responsabile di vizi nascosti o danni futuri causati da cortocircuiti o malfunzionamenti. Inoltre, senza la DiCo, l'immobile non può essere dichiarato 'abitabile' se ci sono stati interventi recenti. Molti acquirenti e banche richiedono comunque il documento per tutelarsi e ottenere mutui, rendendola di fatto necessaria per una transazione sicura.
  • Cosa succede se ho un impianto vecchio e manca la certificazione?
    Per gli impianti realizzati prima dell'entrata in vigore del DM 37/2008, la Dichiarazione di Conformità non era obbligatoria. In questi casi, si può sostituire con una 'Dichiarazione di Rispondenza', rilasciata da un tecnico abilitato dopo un sopralluogo. Il professionista verificherà che l'impianto sia sicuro e conforme alle norme di sicurezza attuali. È fondamentale effettuare questa verifica perché, in caso di incidenti o sinistri, la mancanza di questa dichiarazione potrebbe esporre il proprietario a gravi responsabilità civili e penali per aver messo a rischio incolumità delle persone.
  • Quali documenti contiene la certificazione impianti elettrici?
    La certificazione è un documento formale che identifica univocamente l'impianto. Al suo interno devono figurare: la descrizione dettagliata dell'immobile e la sua ubicazione; i dati anagrafici del proprietario dell'immobile; i dati identificativi dell'impresa o del professionista che ha eseguito i lavori; l'elenco completo dei materiali e delle apparecchiature utilizzate; e la dichiarazione che i lavori sono stati eseguiti a regola d'arte secondo le norme tecniche CEI. Questi dati vengono trasmessi al Comune e alla Camera di Commercio per eventuali controlli successivi.
  • Quando devo consegnare la certificazione dopo i lavori?
    La certificazione impianti elettrici deve essere consegnata al committente (il proprietario) entro 30 giorni dalla data di ultimazione dei lavori. Questo termine è tassativo per regolarizzare la posizione amministrativa. Una volta rilasciata, l'impresa o il professionista ha l'onere di trasmettere telematicamente i dati agli enti competenti (Comune e Camera di Commercio). Ritardare il rilascio o la consegna può comportare sanzioni amministrative per l'installatore e problemi legali per il proprietario in caso di verifiche ispettive o richieste di agibilità dell'edificio.