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La bioarchitettura

La bioarchitettura è un settore dell'edilizia per cui un edificio è come un essere vivo: si ha un ideale equilibrio interno e con l'ambiente intorno.

di Redazione

29 gennaio 2016

L'importanza dell'ecologia nella recente edilizia

Negli ultimi anni sono stati sempre di più gli edifici realizzati secondo tecniche progettuali attente all'ambiente e che seguono un approccio sostenibile. In questo modo gli impatti sull’ambiente derivanti dalla progettazione, dalla costruzione e dalla gestione dell'edificio sono minimizzati in tutti i suoi aspetti. Tra questi vi sono le basse emissioni di gas effetto serra e di Co2, la qualità dell’aria degli ambienti interni e la qualità sostenibile dell'edificio: tutti insieme vanno a realizzare la qualità globale dell'immobile. Ciò è stato determinato dal cambio di prospettiva dell'edilizia: gli edifici non vengono più realizzati in un luogo senza considerare i suoi effetti sull’ambiente circostante sia a breve che a lungo termine. Al contrario, si stanno privilegiando tecniche progettuali e costruttive incentrate sulla sostenibilità degli edifici: la bioarchitettura è una di queste tecniche e considera gli edifici come esseri vivi.

Che cos'è la bioarchitettura e i suoi principi

La bioarchitettura è una branca recente dell'architettura che si ispira alla disciplina Baubiologie, che significa letteralmente biologia del costruire. Nata in Germania nel 1976 e diffusasi negli anni seguenti, si basa sull'impatto che le costruzioni hanno sugli esseri viventi e sulla decisione di evitare materiali e sostanze artificiali nocive nell'architettura. In Italia la bioarchitettura si è diffusa a partire dalla metà degli anni Novanta. Settore multidisciplinare, dalla fine degli anni Ottanta ha cercato di riunire diversi approcci, privilegiando sempre la progettazione e la realizzazione di immobili basate sull'impiego di risorse naturali. Inoltre la progettazione e la scelta dei materiali tengono conto di tutti gli aspetti ecologici così da rispettare l'ambiente e al tempo stesso ottenere un buon risparmio energetico e salvaguardare il benessere psicofisico delle persone che vi abitano.

I metodi e gli obiettivi su cui si basa la bioarchitettura

La bioarchitettura si basa su di un sistema edilizio sostenibile ed ecologicamente corretto verso l'ecosistema: le risorse non devono essere sprecate o usate in maniera massiccia e i fenomeni naturali devono integrare le attività umane. L'ambiente e l'edificio devono avere un rapporto equilibrato, tenendo conto dello spirito e delle caratteristiche del luogo. La salvaguardia dell'ecosistema e l'impiego delle risorse naturali si determina attraverso un ampio uso delle fonti rinnovabili per alimentare l'edificio. Allo stesso tempo si abbassano decisamente non solo le emissioni dannose di gas e fumi, ma anche il volume dei rifiuti e delle acque di scarico. Infine gli edifici realizzati usano tecniche di progettazione e materiali (preferibilmente locali) ecocompatibili: in questo modo sono flessibili e riadattabili, potendo cambiare la destinazione d'uso o essere ampliati facilmente.

Le tecniche progettuali con cui si realizza la bioarchitettura

Il fine principale della bioarchitettura è fare in modo che l'edilizia rispetti le esigenze dell'ambiente. Per questo le abitazioni realizzate secondo queste tecniche vengono definite case passive: sono autosufficienti dal punto di vista energetico, cioè hanno un impatto ambientale zero perché non consumano energia per il riscaldamento. Infatti gli edifici si caratterizzano per un isolamento termico di alto livello (con la contemporanea eliminazione dei ponti termici) e per il fatto che non hanno un impianto di riscaldamento: infatti sfruttano l'energia solare e quella prodotta dalle persone che la abitano e dagli elettrodomestici. Ad esempio si utilizzano i pannelli fotovoltaici, i mini impianti eolici e le pompe di calore geotermiche. Queste soluzioni risultano convenienti dal punto di vista economico nei Paesi del Nord Europa, mentre in quelli del Sud Europa va considerato anche il sistema di raffreddamento dell'edificio durante i mesi estivi.

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Domande frequenti

  • Cosa distingue esattamente una casa bioarchitettonica da una casa passiva?
    La bioarchitettura è la filosofia progettuale ampia che mira a creare edifici sani e sostenibili, utilizzando materiali naturali e rispettando l'ecosistema locale. La "casa passiva" (Passivhaus) è invece uno standard tecnico specifico all'interno di questa corrente, caratterizzato da un isolamento termico estremo e dall'assenza di un impianto di riscaldamento tradizionale convenzionale. Mentre la bioarchitettura guarda all'intero ciclo di vita dell'edificio e alla salute degli occupanti, la casa passiva si concentra principalmente sull'efficienza energetica estrema, sfruttando il calore prodotto internamente (persone, elettrodomestici) e solare per mantenere il comfort senza consumi energetici significativi.
  • Quali sono i principali vantaggi economici e ambientali di vivere in una casa bioarchitettata?
    I benefici sono duplici: ambientali ed economici. Ambientalmente, si riducono drasticamente le emissioni di CO2 grazie all'uso di fonti rinnovabili (solare, geotermico) e materiali locali, diminuendo anche i rifiuti da costruzione. Economicamente, sebbene il costo iniziale possa essere leggermente superiore, i costi di gestione sono minimi: le bollette energetiche crollano grazie all'eccellente coibentazione e all'autosufficienza. Inoltre, l'uso di materiali non tossici migliora la qualità dell'aria interna, riducendo rischi per la salute e i costi sanitari legati a malattie respiratorie o allergie, garantendo un benessere psicofisico duraturo agli abitanti.
  • È possibile applicare i principi della bioarchitettura anche in ristrutturazioni di vecchi edifici?
    Assolutamente sì. Sebbene la bioarchitettura nasca con nuovi progetti, i suoi principi possono essere adattati alle ristrutturazioni. Si può intervenire migliorando l'isolamento termico per eliminare i ponti termici, sostituendo infissi inefficienti e installando sistemi di ventilazione meccanica controllata per garantire ricambio d'aria senza dispersioni. È fondamentale sostituire materiali tossici (come vernici o isolanti sintetici) con alternative naturali e traspiranti. L'obiettivo è recuperare l'esistente rendendolo energeticamente efficiente e salubre, integrando eventualmente piccole fonti rinnovabili, mantenendo però il rispetto per lo spirito e le caratteristiche originali dell'edificio e del contesto urbano.
  • Come funziona l'isolamento termico nelle case bioarchitettoniche per evitare la formazione di muffe?
    Nella bioarchitettura l'isolamento non deve solo bloccare il freddo, ma gestire l'umidità. Si utilizzano materiali naturali traspiranti (come canapa, legno, sughero o cellulosa) che permettono al muro di "respirare", evitando il ristagno di umidità all'interno della struttura. Questo previene la condensazione e, di conseguenza, la muffa. Inoltre, l'assenza di ponti termici garantisce che le superfici interne rimangano calde, impedendo il raffreddamento localizzato dell'aria che favorisce la condensa. Un sistema di ventilazione controllata recupera il calore dall'aria viziata espulsa per riscaldare quella fresca immessa, mantenendo un'igiene perfetta senza aprire le finestre.
  • Quali sono le fonti energetiche rinnovabili più comuni integrate in questi edifici?
    Le soluzioni variano in base alla zona geografica e alle disponibilità locali. Nel Nord Europa, dove il sole è meno intenso, sono molto diffusi i mini-impianti eolici e le pompe di calore geotermiche, che sfruttano il calore costante del sottosuolo. Nel Sud Europa, oltre ai pannelli fotovoltaici per produrre elettricità, si punta molto sui sistemi di raffrescamento passivo e attivo, poiché il focus estivo diventa cruciale. In entrambi i casi, l'obiettivo è l'autosufficienza: si combinano produzione attiva (pannelli) e passiva (orientamento, massa termica degli edifici) per coprire quasi tutto il fabbisogno energetico dell'abitante.

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