Cure e coltivazione origano
Questa aromatica piantina risulta abitualmente impiegata in ambito gastronomico, anche se trova utilizzo nell'industria farmaceutica e in erboristeria. La Coltivazione origano può avvenire indifferentemente in un orto o in un vaso collocato in terrazze e balconate dell'abitazione. L'origano dovrà essere posizionato in un ambiente aerato e soleggiato, con esposizione diretta agli irraggiamenti del sole: una sua sistemazione in luoghi ombreggiati, difatti, rischierebbe di compromettere il pregio delle odorose foglioline. Andrà, comunque, predisposta una terra non compatta e calcarea, dotata di sostanze organiche e perfettamente drenata, attraverso l'aggiunta di materiali sabbiosi. La messa a dimora avverrà in periodo primaverile, badando di assicurare alla pianta il giusto spazio per la crescita.
Irroramento e fertilizzazione della pianta
La Coltivazione origano esigerà periodiche irrorazioni per l'intero anno. Più precisamente, le bagnature dovranno avere maggiore consistenza nel corso della stagione primaverile e soprattutto estiva, con frequenze settimanali, mentre saranno sensibilmente contenute nel periodo di riposo vegetativo, seppur non completamente sospese. Durante gli annaffiamenti, bisognerà accuratamente evitare che il terreno si impregni d'acqua. La concimazione, invece, verrà effettuata prettamente in periodo primaverile, a cadenza all'incirca bisettimanale. Si potrà utilizzare fertilizzante di natura liquida, disciolto nell'acqua di abituale irrorazione, che sarà composto in prevalenza dalla componente fosfatica rispetto alle residue macrocomponenti azotate e potassiche, con l'aggiunta dei dovuti microelementi.
Ravvisabili patologie
Di sviluppo rapido e contenuto, l'origano potrà giungere a dimensioni di 85-90 cm all'incirca. Apprezzerà condizioni climatiche stabilmente calde e temperate e, nel corso della stagione del freddo, andrà opportunamente protetto con tessuti o altre idonee coperture. La pianta erbacea, in conclusione, potrà essere soggetta a varie patologie crittogamiche, addebitabili solitamente alla sovrabbondanza di innaffiamento, nonché attaccata da perniciosi parassiti, tra cui si evidenziano gli afidi. Comunemente chiamati pidocchi delle piante, sono minuscoli insetti che si alimentano abitualmente della linfa contenuta nel fogliame e nei germogli: andranno tempestivamente contrastati attraverso opportuni prodotti e detergenti biologici, ovvero con uno specifico insetticida a composizione piretrale.