Stufe a pellet

Le stufe a pellet sono sempre più richieste dai consumatori che hanno un occhio di riguardo all'ambiente. Questi dispositivi per il riscaldamento, simili alle tradizionali stufe a legna, si differenziano proprio per il combustibile usato, il pellet, un materiale che può essere ottenuto come scarto di lavorazione o che deriva dal legno di latifoglie.

Le stufe a pellet si caratterizzano per la semplicità di funzionamento, cui sovrintende una centralina elettrica che va ad equilibrare la velocità con la quale viene somministrato il combustibile, con l'accensione della fiamma, per mezzo dell'apporto di aria e tramite l'espulsione dei fumi. Ove si verifichi una pressione eccessiva, il sistema di controllo provvede a spegnere la stufa o ad attivare l'allarme.

Proprio la centralina, inoltre, permette di impostare gli orari di accensione e spegnimento della stufa, ... continua


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prosegui ... , oltre a decidere quale sia la temperatura giusta in base ad alcuni parametri. I modelli più avanzati permettono addirittura di impostare il processo per mezzo di un modem telefonico o tramite il GPS. In tal modo l'accensione può avvenire a distanza e permettere all'utente di tornare nell'abitazione e trovarla già alla temperatura ideale.

A promuovere la diffusione sui mercati delle stufe a pellet sono stati in particolare i pregi relativi al rendimento e la convenienza del combustibile usato.

Il paragone tra questi dispositivi, soprattutto quelli ad alto rendimento e le caldaie di tipo tradizionale, fa comprendere come l'utilizzo delle prime possa apportare notevoli benefici all'economia domestica. Soprattutto ove si trovi un fornitore in grado di fare un prezzo conveniente, si possono risparmiare svariate decine di euro a stagione nei confronti della spesa comportata da una caldaia tradizionale a metano, nel caso di un locale grande una trentina di metri quadri. Risparmio che però tende a svanire ove la scelta vada a cadere su un modello meno avanzato dal punto di vista tecnologico o in caso di un utilizzo non a regola. Ove il confronto avvenga con Gpl e gasolio, il risparmio può addirittura superare i duecento euro a stagione.

A fronte del risparmio in termini di combustibile, vanno anche ricordati alcuni difetti, connessi alle dimensioni della struttura. Un problema che si presenta soprattutto ove le stufe a pellet debbano sovrintendere alla produzione di acqua calda per i sanitari. Dimensioni che possono creare problemi non da poco in relazione alla loro sistemazione e in termini estetici. Se infatti per un normale caminetto si può provvedere a rivestire la struttura esterna, in questo caso l'alternativa va scartata a priori, in quanto non si può intervenire su una estetica che è già parte integrante della struttura stessa e come tale curata.

Inoltre non va dimenticato un aspetto fondamentale, quello della sicurezza. Le stufe a pellet richiedono infatti il totale rispetto di alcune condizioni, senza le quali verrebbe ad essere pregiudicato il funzionamento in assoluta sicurezza del dispositivo.

Se le pubblicità delle aziende del settore accreditano l'ipotesi di un funzionamento in grado di prescindere

dall'installazione di una canna fumaria, facendo discendere da questa circostanza la superiorità della stufa a pellet sui prodotti concorrenti, ovvero camini e stufe di altro genere, la realtà è assolutamente diversa, soprattutto ove ad essere interessati dall'installazione siano i condomini.

Andrebbe infatti specificato che i fumi prodotti dalla combustione del pellet vengono espulsi tramite un tiraggio forzato. L'impiego a tal fine di un piccolo condotto esterno atto a facilitarne la pratica evacuazione, è altamente da sconsigliare. Il fumo in questione, infatti, è il prodotto di elevatissime temperature, le quali rendono di conseguenza assolutamente necessario che la stufa a pellet sia collocata in una postazione tale da permettere l'installazione di una canna fumaria in grado di raggiungere il punto più elevato dell'abitazione. Ove ciò non sia possibile, si può comunque procedere ad installare una canna fumaria situata ad un'altezza di due metri almeno rispetto a quella in cui è posizionato il braciere.

Anche l'integrazione della stufa a pellet con l'edificio andrebbe attentamente studiata e valutata, con particolare riferimento alla coibentazione, in modo da arrivare alla realizzazione di una struttura non solo valida da un punto di vista puramente estetico, ma anche in grado essere perfettamente funzionale e tale da rendere possibile una facile e immediata manutenzione.